{"id":1483,"date":"2012-06-20T19:03:56","date_gmt":"2012-06-20T19:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/?p=1483"},"modified":"2012-07-10T19:58:22","modified_gmt":"2012-07-10T19:58:22","slug":"oasi-di-seu-turre-seu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/?p=1483","title":{"rendered":"L&#8217;Oasi di Seu"},"content":{"rendered":"<p>Una macchia verde, sulla tavolozza gialla del Sinis, che confina con l&#8217;azzurro del mare. Cos\u00ec appare dall&#8217;alto l&#8217;Oasi di Seu e cos\u00ec, probabilmente, la vedono i tanti uccelli che popolano questa bella e poco conosciuta parte di Sardegna. Ci troviamo nel territorio del Comune di Cabras, tra la grande spiaggia di <strong>Maimoni<\/strong> e l&#8217;insediamento di Funtana Meiga. Qui si estende per la lunghezza di circa un chilometro una delle aree pi\u00f9 interessanti della costa oristanese, un luogo di grande variet\u00e0 naturalistica e di grande interesse storico e culturale. Qui \u00e8 possibile trovare spiagge di quarzo e sentieri immersi nella macchia mediterranea, falesie, scogli e isolotti. E ancora: resti nuragici, una torre spagnola, un relitto sommerso, ma anche volpi, pernici, conigli e tartarughe che, nascoste tra i cespugli, guardano verso il mare. In questi 115 ettari di oasi naturalistica, in passato frequentata anche dai nuragici, dai fenici e dai romani, \u00e8 possibile fare <strong>passeggiate<\/strong> a piedi, escursioni in <strong>mountain bike<\/strong> o a cavallo, <strong>snorkeling<\/strong> e immersioni. Oppure semplicemente rilassarsi ammirando il paesaggio, tra la brezza marina e i tipici profumi della macchia mediterranea.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu-foto-aerea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1505 aligncenter\" title=\"seu-foto-aerea\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu-foto-aerea-580x336.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu-foto-aerea-580x336.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu-foto-aerea-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu-foto-aerea.jpg 827w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>COME ARRIVARE A SEU:<\/strong> Da Cabras o Torregrande percorrere la strada per San Giovanni-Tharros e voltare a destra (attenzione al cartello) per Maimoni-Seu, lungo una strada bianca e molto polverosa. Dopo qualche minuto si arriva a un bivio segnalato da un cartello: \u00e8 una delle entrate dell&#8217;oasi. L&#8217;inizio del percorso \u00e8 segnalato da un cancello. Qualche metro pi\u00f9 avanti si trova l&#8217;area parcheggio o, poco pi\u00f9 avanti, il Centro esperienze di Seu, dell&#8217;Area marina protetta. E&#8217; possibile entrare nell&#8217;oasi anche dal vicino villaggio di Funtana Meiga. <a class=\"gmap\" title=\"Visualizza su Google Maps\" href=\"https:\/\/maps.google.it\/maps?q=39.904897,8.403211&amp;hl=it&amp;num=1&amp;t=h&amp;z=15\" target=\"_blank\">Google Map<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1516\" title=\"seu10\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu10-580x363.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu10-580x363.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu10-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu10.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>LA STORIA<\/strong> &#8211; Quella che oggi appare come una tranquilla e isolata oasi per piante e animali, \u00e8 sempre stata un&#8217;area frequentata dagli esseri umani, si pensa fin dai tempi dei nuragici. Si stabilirono qui sia i fenici che i cartaginesi. La breve distanza da quella che oggi conosciamo come la penisola del Sinis probabilmente ne fece il luogo ideale per le cave di arenaria che servirono per la costruzione della citt\u00e0 di <strong>Tharros<\/strong>. Il ritrovamento di laterizi e ceramiche inoltre testimoniano la successiva presenza dei romani. In seguito, a causa dei pericoli delle incursioni via mare dei saraceni, l&#8217;area fu spopolata. Nei primi del 900 venne acquistata da Don Efisio Carta &#8211; famoso personaggio oristanese, proprietario degli stagni e delle peschiere di Cabras \u2013 per farne la sua riserva di caccia. E&#8217; per questo motivo che, per oltre 50 anni, Seu \u00e8 rimasta intatta rispetto ad altre zone del Sinis. In seguito, dopo la scomparsa del proprietario (<a title=\"Don Efisio Carta e Luigi Daga mai pi\u00f9 tornati a casa \/ La Nuova Sardegna\" href=\"http:\/\/lanuovasardegna.gelocal.it\/regione\/2011\/09\/16\/news\/don-efisio-carta-e-luigi-daga-mai-piu-tornati-a-casa-1.3535963\" target=\"_blank\">sequestrato<\/a> proprio in queste terre), divent\u00f2 un&#8217;oasi naturalistica gestita dal WWF. Dal 1997 le coste e il mare di Seu rientrano nell&#8217;Area Marina Protetta \u201cPenisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"seu3\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu3-580x378.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"378\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>IL PERCORSO<\/strong> &#8211; Una delle due entrate principali di Seu &#8211; o <strong>Turr&#8217;e Seu<\/strong>, come la chiamano molti oristanesi, per via dell&#8217;omonima torre &#8211;\u00a0\u00e8 quella che si raggiunge dalla strada per Maimoni. Si supera un muretto costeggiato da un boschetto di eucalipti e dopo qualche metro si arriva a un altro cancello. Da l\u00ec parte un sentiero che attraversa la macchia mediterranea fino alla torre. A met\u00e0 di questo sentiero si trova l&#8217;unica zona d&#8217;ombra di tutta l&#8217;oasi, un boschetto di pini d&#8217;Aleppo dove sostare e magari fare un pic-nic. Superata quest&#8217;area si apre la fittissima distesa di macchia mediterranea che arriva fino al mare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"seu4\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu4-580x380.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"380\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che colpisce subito lo sguardo di chi visita Seu \u00e8 senza dubbio il mare verde della fitta e bassa vegetazione, ricordo di come un tempo doveva essere tutto il Sinis. L&#8217;oasi racchiude e conserva tutte le caratteristiche perdute nella regione quando venne disboscata e adibita a terreno agricolo. Essendo stata una riserva di caccia privata, Seu si \u00e8 conservata intatta, con tutta la sua variet\u00e0 e biodiversit\u00e0. Sono presenti rosmarino, lentisco, elicriso, cisto, fillirea, palma nana e finocchio marino. Ma anche vari fiori, come orchidee, iris, speronelle, pancrazio marittimo e romulee.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/tartaruga.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"tartaruga\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/tartaruga-580x384.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"384\" \/><\/a><\/p>\n<p>Trattandosi di un ambiente molto vario la parte faunistica non \u00e8 meno interessante di quella floristica: pernici sarde, gheppi, falchi pellegrini e piccioni selvatici, ma sopratutto piccoli uccelli di macchia, questo solo per quanto riguarda i volatili. Ma nell&#8217;oasi sono presenti anche conigli selvatici, volpi, molte lucertole e diverse specie di <strong>tartarughe<\/strong>. E&#8217; usanza, tra gli oristanesi, liberare qui le tartarughe domestiche, ed \u00e8 possibile che questo abbia contribuito all&#8217;aumento degli esemplari.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1509\" title=\"seu8\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu8-580x382.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu8-580x382.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu8-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu8.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La torre che sovrasta il promontorio di Seu \u00e8 una torre di avvistamento costruita dagli spagnoli alla fine del <strong>1500<\/strong>. Restaurata nel 1700, venne utilizzata fino al 1867, quando il Re Vittorio Emanuele II decret\u00f2 la fine dell&#8217;intero sistema di difesa delle torri costiere. Dalla torre si pu\u00f2 ammirare il panorama di San Giovanni fino a capo San Marco, molto bello soprattutto la mattina presto e al tramonto, quando la luce \u00e8 radente e l&#8217;intera zona si colora di tonalit\u00e0 calde.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1530\" title=\"seu13\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu13-580x367.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu13-580x367.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu13-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu13.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il sentiero che dalla torre va verso sinistra porta all&#8217;altra entrata principale dell&#8217;Oasi, quella sul lato di Funtana Meiga. Proseguendo a destra invece si pu\u00f2 continuare lungo la costa, verso il relitto spiaggiato e Punta Maimoni. Qui, dove la macchia mediterranea confina con la spiaggia, pu\u00f2 capitare di vedere le tartarughe, e quasi sicuramente molti rifiuti \u2013 principalmente plastica \u2013 in gran parte portati dal mare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1528\" title=\"seu12\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu12.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu12.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu12-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Su una delle spiagge dell&#8217;oasi \u00e8 spiaggiata la cabina di un rimorchiatore. E&#8217; il <a title=\"relitto seu su flickr\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/search\/?w=all&amp;q=relitto+seu&amp;m=text\" target=\"_blank\">relitto<\/a> di una vecchia imbarcazione a vapore in ferro. A circa 200 metri dalla riva sporge dall&#8217;acqua una strana punta, dove a volte pu\u00f2 capitare di vedere poggiati gabbiani o cormorani. Si tratta di un altro pezzo del relitto &#8211; uno spezzone della poppa &#8211; visitato dagli appassionati di immersioni quando le condizioni del mare lo consentono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1510\" title=\"seu7\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu7-580x435.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu7-580x435.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu7-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu7.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il sentiero costiero prosegue, tra calette e spiagge di quarzo, passando per l&#8217;isola di <strong>Caogheddas<\/strong> fino a <strong>Punta Maimoni<\/strong>, dove inizia la grande spiaggia di Maimoni. Questa \u00e8 una delle zone migliori per chi cerca una spiaggia grande e non affollata, anzi piuttosto appartata, principalmente perch\u00e9 \u00e8 una zona raggiungibile solo a piedi. Non a caso \u00e8 anche un luogo frequentato dagli appassionati di nudismo, come ricorda una scritta su un masso (<a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/nudist.jpg\" rel=\"lightbox\">&#8220;Nudist beach&#8221;<\/a>, con tanto di freccia). Qui, quando il vento d\u00e0 tregua, l&#8217;acqua \u00e8 limpida e cristallina e le zone rocciose intorno alla punta consentono attivit\u00e0 di snorkeling.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1511\" title=\"seu9\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu9-580x391.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu9-580x391.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu9-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu9.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La spiaggia \u00e8 inizialmente mista, bianca e dorata, a volte con venature rosa, anche nei fondali. Man mano che si avanza verso nord prevale quella grossa e bianca dei sassolini di quarzo, come quelle pi\u00f9 famose di Is Aruttas e Mari Ermi. Il fondale \u00e8 alto e non \u00e8 raro che sia attraversato da correnti. Al momento non \u00e8 presente il servizio di salvataggio, per cui, se si hanno bambini,\u00a0si raccomanda attenzione, soprattutto in caso di vento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1533\" title=\"seu14\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu14-580x384.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu14-580x384.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu14-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/seu14.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come testimoniano le fotografie seguenti, scattate qualche anno fa, pu\u00f2 capitare che queste spiagge diventino blu. Non \u00e8 un effetto speciale: si tratta di migliaia di esemplari spiaggiati di <a title=\"velella velella su wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Velella_velella\" target=\"_blank\">Velella velella<\/a>, comunemente note come <strong>Barchette di San Pietro<\/strong>. Non sono urticanti, per cui chi vuole fare il bagno pu\u00f2 farlo comunque. L&#8217;unico inconveniente pu\u00f2 essere l&#8217;odore, dato che una volta morte si seccano al sole diffondendo il tipico odore di decomposizione. La presenza di questi curiosi animali, oltre a sorprendere e in un certo senso abbellire la spiaggia con questo insolito blu, \u00e8 comunque una buona notizia, dato che \u00e8 l&#8217;indicatore della pulizia delle acque di questa bellissima zona del Sinis.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1512\" title=\"vel1\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel1-580x387.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel1-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel1.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1513\" title=\"vel2\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel2-580x387.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel2-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel2.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1514\" title=\"vel3\" src=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel3-580x387.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel3-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obiettivosardegna.net\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/vel3.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>(foto aerea di Franco Siddu)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PERCORSI &#8211; Citt\u00e0 romana, riserva di caccia e oggi oasi naturalistica. 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