Alla Borsa Turismo Terza Età 40 buyer italiani ed esteri. Il viaggio diventa esperienza, benessere e scoperta dei territori. Una prospettiva che si incontra con il turismo slow e con la cultura della longevità.
RIMINI – C’è un turismo che non ha fretta, che non rincorre necessariamente le spiagge affollate di agosto, che preferisce fermarsi davanti a un paesaggio, ascoltare una storia, condividere un pranzo e scoprire il valore delle tradizioni. È il turismo della terza età, un segmento destinato ad assumere un ruolo sempre più importante nell’economia turistica italiana ed europea.
Al TTG Travel Experience di Rimini, svoltosi dal 14 al 16 ottobre 2026, il turismo senior ha avuto uno spazio dedicato con la XIII edizione della BTTE – Borsa Turismo Terza Età, un workshop professionale che ha coinvolto 40 buyer italiani ed esteri, tra tour operator, agenzie di viaggio, associazioni e circoli ricreativi.

A organizzare l’appuntamento è stato Nicola Ucci, titolare di PromoNU, professionista con oltre trent’anni di esperienza nella promozione turistica e ideatore di numerose iniziative dedicate al turismo sociale e associato.
Abbiamo avuto l’opportunità di incontrarlo e intervistarlo durante la manifestazione, approfondendo un settore che presenta prospettive interessanti anche per le destinazioni meno conosciute.

Un mercato da 22 miliardi di euro
I numeri raccontano una trasformazione demografica che il mondo del turismo non può ignorare.
In Italia quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni. Secondo i dati riportati da TTG, il turismo senior rappresenta un mercato nazionale stimato in 22 miliardi di euro.
Ma il dato forse più significativo riguarda le abitudini di viaggio.
Secondo Eurostat, nel 2022 i turisti europei over 65 hanno concentrato il 58% dei propri pernottamenti nei mesi da marzo a giugno e da settembre a novembre. La durata media dei viaggi è stata di 6,3 notti.
Numeri che suggeriscono una riflessione: il turismo della terza età può diventare uno degli strumenti più interessanti per contrastare la stagionalità, soprattutto nelle regioni dove l’economia turistica è ancora fortemente concentrata nei mesi estivi.
Non soltanto vacanze, ma esperienze da vivere
Il viaggiatore senior di oggi non corrisponde più necessariamente all’immagine tradizionale della vacanza organizzata, con programmi rigidi e destinazioni convenzionali.
Esiste una domanda crescente di esperienze culturali, percorsi naturalistici accessibili, itinerari enogastronomici, soggiorni dedicati al benessere e occasioni di incontro con le comunità locali.
Non si tratta semplicemente di occupare il tempo libero, ma di dare valore al tempo.
Il viaggio diventa così un’occasione di conoscenza, socializzazione e arricchimento personale. Una forma di turismo che può contribuire anche al benessere fisico e mentale, purché siano garantiti servizi adeguati, sicurezza e accessibilità.
Non a caso, proprio al TTG è stata presentata la proposta di una Carta dei Valori del Turismo Senior, promossa da SCOPRITALIA APS con il coinvolgimento di importanti associazioni nazionali e del mondo universitario.
La Sardegna e il patrimonio della longevità
Se esiste una regione italiana capace di raccontare il valore del tempo, quella regione è certamente la Sardegna.
Una terra dove la longevità non è soltanto un dato anagrafico, ma anche un patrimonio di conoscenze, relazioni sociali, abitudini alimentari, tradizioni e legami con il territorio.
Lontano dai grandi flussi del turismo balneare esiste un’altra Sardegna, fatta di piccoli paesi, sentieri, paesaggi rurali, laboratori artigianali, produzioni agroalimentari e comunità che custodiscono una straordinaria memoria collettiva.
È una Sardegna che può offrire al turista senior qualcosa di diverso dalla semplice vacanza: la possibilità di entrare in contatto con uno stile di vita, scoprendo il significato più autentico del vivere con lentezza.
Dal TTG di Rimini al Barigadu e al Montiferru
Proprio da queste riflessioni prende forma il progetto “Turismo slow, vivere con lentezza e campare cent’anni”, un’iniziativa in preparazione per la fine di novembre nei territori del Barigadu e del Montiferru, in provincia di Oristano.
L’obiettivo è promuovere un modello turistico capace di valorizzare i territori durante tutto l’anno, attraverso esperienze naturalistiche, culturali, enogastronomiche e di benessere.
Non soltanto itinerari da percorrere, ma persone da incontrare, storie da ascoltare, sapori da riscoprire e paesaggi da vivere senza fretta.
Un modello che guarda con particolare attenzione al turismo senior, senza escludere le altre generazioni, perché il desiderio di rallentare e recuperare il rapporto con la natura e con sé stessi non appartiene a una sola fascia d’età.
Il futuro del turismo potrebbe essere più lento
La sfida per la Sardegna non consiste soltanto nell’attirare nuovi visitatori, ma nel costruire prodotti turistici capaci di generare valore per le comunità locali.

Il turismo senior può rappresentare un’opportunità concreta per le piccole strutture ricettive, gli agriturismi, i ristoratori, le guide, gli artigiani e i produttori locali.
Servono però organizzazione, accessibilità, collegamenti efficienti e una proposta turistica riconoscibile, capace di raggiungere gli operatori specializzati italiani ed esteri.
Il workshop di Rimini ha dimostrato che esiste un mercato professionale interessato a questo segmento.
Adesso spetta ai territori trasformare le proprie risorse in esperienze autentiche e commercializzabili.
Perché forse il vero lusso del turismo di domani non sarà andare più lontano o vedere più cose, ma avere il tempo per vivere davvero i luoghi che scegliamo di visitare.
Vi aspettiamo all’evento “TURISMO SLOW – vivere con lentezza e campare cent’anni
il 28/29 Novembre – 5/6 Dicembre a breve notizie e programmi su www.turismo-slow.it e www.vacanzeslow.it per info 3493040263

