Subsonica, trent’anni di energia: Cabras balla con loro fino all’ultima nota

Allo Stagno Arena una chiusura esplosiva per il Dromos Festival: oltre due ore di musica, immagini, elettronica e rock davanti a un pubblico in piedi

CABRAS – Una piazza completamente in piedi, migliaia di persone a ballare, cantare e seguire ogni movimento della band con le mani alzate. È questa la fotografia più immediata dell’ultima serata del Dromos Festival 2026, che domenica 16 agosto ha affidato ai Subsonica la chiusura della sua ventottesima edizione.

Allo Stagno Arena di Cabras, la band torinese ha portato il tour “Terre Rare 96–26”, nato per celebrare i trent’anni dalla fondazione del gruppo, avvenuta nel 1996. Un concerto sold out, con fan arrivati da diverse parti dell’Isola per celebrare un anniversario importante: i trent’anni dalla fondazione della band, festeggiati sul palco con oltre due ore di musica, attraversando tre decenni di storia dei Subsonica e intrecciando i brani più conosciuti con quelli del nuovo album Terre Rare. Un pubblico partecipe e appassionato ha seguito praticamente ogni parola e ogni ritmo della band torinese, trasformando la serata in una grande festa collettiva.

Una serata molto attesa e che ha rispettato pienamente le aspettative. Il pubblico, dall’inizio alla fine, è rimasto in piedi: ha ballato, cantato, applaudito e accompagnato la band con un entusiasmo continuo. Una grande festa collettiva che ha trasformato lo Stagno Arena in una gigantesca pista da ballo.

“Senza parole”, poi subito la corsa

Il concerto si apre con “Senza parole”. Bastano le prime note per capire che non sarà una serata da ascoltare semplicemente, ma da vivere collettivamente.

Seguono “Onde quadre”, “Radioestensioni”, “Liberi tutti”, “Depre” e “Aurora sogna”. La musica cresce progressivamente, mentre sul palco luci e immagini accompagnano ogni passaggio.

Alle spalle dei musicisti, i grandi schermi LED diventano parte integrante dello spettacolo. Fotografie, testi, filmati e immagini vengono proiettati durante i brani, spesso creando una sorta di racconto parallelo a quello musicale.

Il volume è sempre molto sostenuto e restituisce tutta la fisicità del suono dei Subsonica: basso e batteria spingono, chitarre ed elettronica si sovrappongono, mentre la voce di Samuel attraversa la piazza.

E sotto il palco, ma anche nelle zone più arretrate dell’arena, il pubblico continua a muoversi senza sosta.

“Radio Mogadiscio”, il primo viaggio dentro Terre Rare

Dopo questa prima parte arriva “Radio Mogadiscio”, il primo brano eseguito a Cabras tratto dal nuovo album Terre Rare, l’undicesimo lavoro della band.

È un momento importante del concerto perché introduce il pubblico nella nuova dimensione sonora dei Subsonica, senza però interrompere il filo con la loro storia.

La scaletta continua con “Nuova ossessione”, “L’eclissi”, “Lasciati”, “Il tempo in me”, “Nuvole rapide”, “Straniero” e “Ghibli”.

Il nuovo materiale convive così con i brani che hanno accompagnato la band per tre decenni, dimostrando quanto il repertorio dei Subsonica sia ancora capace di parlare a generazioni diverse.

Boosta, le tastiere che sembrano galleggiare

Tra i momenti più spettacolari dal punto di vista scenico c’è sicuramente quello di Davide “Boosta” Dileo.

Il tastierista è protagonista di una postazione fuori dal comune: diversi strumenti sono disposti verticalmente e altri sospesi su una struttura che sembra oscillare grazie a un grande mollone.

Boosta si muove tra le tastiere, alcune delle quali vengono suonate dando le spalle al pubblico, mentre un’altra è collocata su una struttura montata su un grande mollone che ondeggia seguendo i movimenti del musicista. In alcuni momenti Boosta si piega quasi completamente insieme allo strumento, creando un movimento spettacolare e continuo che trasforma la sua postazione in uno degli elementi più scenografici dell’intero concerto. Il suo modo di stare sul palco è parte integrante della performance: non soltanto musicista, ma anche presenza visiva, immersa completamente nella dimensione elettronica dei Subsonica.

Casacci, Vicio e Ninja: la macchina sonora

Alla chitarra c’è Max Casacci, uno dei fondatori della band e figura centrale nella costruzione del suo caratteristico linguaggio musicale. La sua chitarra si inserisce continuamente nelle trame elettroniche, creando quell’equilibrio tra rock, dance e sperimentazione che ha contraddistinto i Subsonica fin dagli esordi.

Al basso Luca “Vicio” Vicini costruisce insieme a Enrico “Ninja” Matta, alla batteria, la solida struttura ritmica sulla quale si muove tutto il concerto.

Ninja è una presenza energica e potente: la batteria imprime ai brani una spinta continua e contribuisce, insieme al basso, a quel suono fisico che a Cabras si percepisce anche attraverso il movimento della platea.

Samuel, una corsa continua verso il pubblico

E poi c’è Samuel Romano.

Il cantante è praticamente sempre in movimento. Corre, salta, si avvicina alle prime file, incita il pubblico e cerca continuamente un contatto diretto con chi sta sotto il palco.

Nonostante non sia più giovanissimo, mantiene per tutta la serata una notevole energia fisica. Il suo rapporto con il pubblico è immediato e diretto: spesso sembra quasi voler abbattere la distanza tra palco e platea.

E la risposta arriva puntuale.

Tutti in piedi. Tutti a cantare. Tutti a ballare.

Le mani si alzano continuamente e molti brani vengono cantati dal pubblico quasi per intero.

La grande esplosione di “Discoteca Labirinto”

Con “Grida” e “Veleno” il concerto entra nella sua fase più incalzante.

Poi arriva “Discoteca Labirinto” e lo Stagno Arena si trasforma definitivamente in una grande discoteca a cielo aperto.

Il titolo sembra descrivere perfettamente ciò che sta accadendo davanti al palco: migliaia di persone che ballano, saltano e seguono il ritmo, mentre i grandi schermi LED amplificano visivamente la musica.

È uno dei momenti nei quali emerge con maggiore evidenza la capacità dei Subsonica di trasformare un concerto rock ed elettronico in una vera esperienza collettiva.

Battiato e il finale

Nella parte conclusiva arriva “Up Patriots to Arms”, omaggio a Franco Battiato, seguito da “Transumanesimo” e “Il diluvio”.

Poi uno dei momenti più attesi: “Tutti i miei sbagli”.

La voce di Samuel si unisce a quella del pubblico e per alcuni minuti la piazza sembra cantare all’unisono.

Arriva quindi “Strade”, prima dell’ultimo brano della serata, “Preso Blu”.

È una conclusione dal forte valore simbolico: il brano viene dedicato a Michela Murgia, scrittrice nata proprio a Cabras e scomparsa nel 2023.

Trent’anni dopo, ancora una volta insieme

Quando la musica termina, l’energia della piazza non si spegne immediatamente. Restano gli applausi, i cori, le mani alzate e la sensazione di aver assistito a una serata speciale.

I Subsonica hanno celebrato i loro trent’anni di storia senza trasformare il concerto in una semplice operazione nostalgica. Il passato è stato presente, ma accanto ad esso c’è stato il nuovo album Terre Rare, con la sua ricerca sonora e le sue immagini.

Una band nata nel 1996 che, trent’anni dopo, continua a saltare, correre, sperimentare e soprattutto a far ballare il proprio pubblico.

A Cabras il Dromos Festival ha trovato così una chiusura all’altezza della sua ultima serata: potente, scenografica, rumorosa e partecipata.

Una piazza interamente in piedi fino all’ultima nota, per salutare i Subsonica e una nuova edizione del festival.

La scaletta

Senza parole – Onde quadre – Radioestensioni – Liberi tutti – Depre – Aurora sogna – Radio Mogadiscio – Nuova ossessione – L’eclissi – Lasciati – Il tempo in me – Nuvole rapide – Straniero – Ghibli – Grida – Veleno – Discoteca Labirinto – Up Patriots to Arms – Transumanesimo – Il diluvio – Tutti i miei sbagli – Strade – Preso Blu.

La ventottesima edizione del festival Dromos è organizzata dall’omonima associazione culturale con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna  Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport  e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Mont’e Prama, della Fondazione Parte Montis, con il sostegno delle Amministrazioni Comunali di Oristano, CabrasTadasuniNeoneliMogoro, Masullas, Pompu, Nureci, Fordongianus e Milis, della Cantina Contini, della Cantina Silvio Carta e di Sa Marigosa, con il supporto di Arcidiocesi di Oristano, Pinacoteca Carlo Contini, Fondazione Oristano, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, Museo Diocesano Arborense, Music Academy di Isili, Associazione Enti Locali per lo Spettacolo, Rai Radio 3, ViaggieMiraggi, Mariposas de Sardinia e Radio Popolare.

© Michele Vacca sardegnareporter – obiettivosardegna

Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca
Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca
Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca
Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca
Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca
Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca
Dromos 2026 – Subsonica – Cabras Stagno Arena 16-08-2026 © Michele Vacca

Chi siamo Michele Vacca

Michele Vacca, nato e residente a Oristano, è un fotografo con quasi cinquant’anni di esperienza tra fotografia analogica e digitale. Diplomato in Ragioneria, ha iniziato già durante gli studi a collaborare nell’azienda di famiglia. Il diploma gli ha consentito di prestare servizio nella Marina Militare con il grado di Sergente presso Maricommi Cagliari, nell’Ufficio Pensioni Ufficiali del Commissariato Militare Marittimo, maturando esperienza nell’amministrazione pubblica. Ha poi amministrato l’azienda familiare per oltre quarant’anni. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 2015, dal 1997 fa parte dell’Associazione Culturale Fotografica Dyaphrama di Oristano, dove è componente del consiglio direttivo e si occupa di mostre, workshop e formazione. Ha realizzato reportage in Europa pubblicati su riviste, libri e calendari ed esposti in mostre. La sua attività fotografica si affianca alla produzione di articoli dedicati a reportage, concerti, cultura e tradizioni. Facebook: https://www.facebook.com/michelevacca.or

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