Ci sono manifestazioni che nascono per assegnare premi e altre che nascono semplicemente per far incontrare il pubblico con il cinema. “Corti senza Circuito”, andata in scena a Siris nelle serate del 26 luglio e del 6 agosto, appartiene senza dubbio alla seconda categoria: una rassegna che ha scelto di mettere al centro il dialogo, la cultura e il piacere della condivisione.
Organizzata dall’associazione culturale Sardinia Pro Arte, con la direzione artistica di Marcello Atzeni e il sostegno del Comune di Siris, la manifestazione ha trasformato Piazza San Vincenzo in un piccolo cinema all’aperto, capace di richiamare registi, attori, studiosi e appassionati provenienti da tutta la Sardegna. Undici cortometraggi sono stati proiettati nel corso delle due serate, alternando fiction, documentari e opere sperimentali, accompagnati dagli interventi degli autori che hanno raccontato il percorso creativo dietro ogni lavoro.
Più che una semplice rassegna cinematografica, “Corti senza Circuito” si è rivelata un’occasione di confronto. Ogni proiezione è diventata il punto di partenza per una conversazione aperta tra pubblico e protagonisti, dimostrando come il cortometraggio possa essere uno straordinario strumento di narrazione e di riflessione contemporanea.
Nel corso delle due giornate si sono alternati alcuni tra i nomi più rappresentativi del cinema sardo e nazionale, tra cui Paolo Zucca, Salvatore Mereu, Enrico Pau, Roberta D’Aprile, Tiziana Troja, Jo Coda, Stefano Cau, Margherita Pisano, Noemi Medas, Gaetano Crivaro, Matteo Incollu e il professor Antioco Floris, offrendo al pubblico un panorama ricco di esperienze, linguaggi e sensibilità artistiche.
Un cinema che torna a parlare con il pubblico
Quello che colpisce di questa iniziativa è la sua filosofia. In un periodo in cui il cinema indipendente fatica sempre più a trovare spazi di distribuzione, la scelta di organizzare una rassegna senza competizione, senza classifiche e senza premi restituisce centralità all’opera e ai suoi autori.
Il cortometraggio viene spesso considerato un formato “minore”, mentre rappresenta uno dei laboratori creativi più importanti del cinema contemporaneo: è qui che molti registi sperimentano nuovi linguaggi, raccontano storie coraggiose e affrontano temi sociali con una libertà che raramente il lungometraggio consente, come ha sostenuto Salvatore Mereu con un suo messaggio videregistrato.
Le mie impressioni
Partecipando alla serata conclusiva ho avuto la sensazione di assistere a qualcosa che va oltre una semplice proiezione cinematografica. L’atmosfera raccolta della piazza di Siris, sotto un cielo stellato, ha favorito un dialogo tra artisti e spettatori, senza quella distanza che spesso caratterizza i grandi festival, ma sotto l’occhio vigile dell’ulivo millenario, nella piazzetta San Vincenzo, attento che le immgini trasmesse, rispondessero alle tradizioni e racconti di vita autentica sarda, di cui Lui ne è testimone.
È stato interessante osservare come ogni autore abbia raccontato il proprio percorso creativo, mostrando quanto lavoro, ricerca e passione si nascondano dietro pochi minuti di immagini.
Il racconto cinematografico è come la tela di un pittore, molte volte incomprensibile al primo sguardo, ma che ad un attenta analisi si capisce cosa l’autore volesse trasmettere, a volte con immagini semplici, a volte con immagini crudeli.
Manifestazioni come questa dimostrano che anche i piccoli comuni possono diventare luoghi di produzione culturale, capaci di creare occasioni di incontro e di crescita. Portare il cinema nelle piazze significa restituirlo alle persone, trasformando la visione di un film in un’esperienza collettiva.
L’auspicio è che “Corti senza Circuito” possa consolidarsi negli anni come un appuntamento fisso dell’estate culturale sarda, ampliando il proprio pubblico e continuando a valorizzare il cortometraggio e i suoi autori.

Michele Sarti (attore), Tiziana Troja (Regista), Marcello Atzeni (curatore della rassegna), Emanuele Pilloni (Sindaco di Siris), Antioco Floris (Professore ordinario di Cinema, fotografia, televisione, media digitali), Roberta D’Aprile (regista), Enrico Pau (regista), Matteo Incollu (regista).


Ulivo millenario di Siris


