
L’oro del Sinis torna protagonista: Cabras si prepara al Festival della Bottarga 2026
Cabras si prepara a celebrare nuovamente uno dei prodotti simbolo della sua identità. Dal 18 al 20 settembre torna il Festival della Bottarga, appuntamento che negli ultimi anni ha trasformato l’“oro del Sinis” nel filo conduttore di un racconto più ampio fatto di gastronomia, pesca, laguna, cultura, musica e promozione del territorio.
In attesa di conoscere nel dettaglio il programma dell’edizione 2026, torniamo con le immagini di Obiettivo Sardegna alla tre giorni dello scorso anno, quando dal 19 al 21 settembre 2025 Cabras ospitò “Alchimie di Gusto”, un’edizione particolarmente ricca di chef, giornalisti, produttori, esperti Slow Food, laboratori e spettacoli.
Un viaggio che partiva inevitabilmente dalla laguna.
Dove tutto ha inizio: la laguna e la Peschiera Mar’e Pontis
La bottarga a Cabras non è semplicemente un prodotto gastronomico. Racconta un sistema ambientale, economico e sociale che per generazioni ha legato la comunità allo stagno, ai muggini, ai pescatori e alle tecniche di trasformazione.
Per questo il Festival 2025 aveva scelto la Peschiera Mar’e Pontis come uno dei suoi luoghi più simbolici.
Qui il workshop “Il segreto dell’oro del Sinis” portava il pubblico direttamente dentro il mondo della pesca tradizionale: dai muggini nei lavorieri alle diverse fasi della produzione della bottarga, dalla selezione alla pulizia, dalla salatura alla conservazione.
A raccontare questa storia erano Maria Elisabetta Casu, presidente di Slow Food Terre Oristanesi APS, Giuliano Cossu, presidente del Nuovo Consorzio Pontis, Alessandro Murana, presidente del GAL Sinis, e Carlo Urrai, vicepresidente del Nuovo Consorzio Pontis.
Un’esperienza che contribuiva a far comprendere come dietro quelle sacche ambrate, oggi conosciute nelle cucine di tutto il mondo, esista un patrimonio di conoscenze, ambiente e lavoro che appartiene profondamente alla storia di Cabras e del Sinis.













“Alchimie di Gusto”: il territorio diventa esperienza
Il titolo scelto per il 2025, “Alchimie di Gusto”, esprimeva bene la filosofia della manifestazione: mettere la bottarga in relazione con gli altri sapori del territorio e, nello stesso tempo, far dialogare tradizione e cucina contemporanea.
I Laboratori del Gusto hanno rappresentato uno degli elementi più interessanti dell’edizione.
“Su Pisci Affumau” è stato protagonista degli incontri condotti dagli esperti Slow Food Giuseppe Izza e Raimondo Mandis, mentre con “Frutta di mare” Pietro Paolo Arca, Maria Elisabetta Casu e Pierpaolo Matta hanno sperimentato l’incontro tra bottarga, ricotta mustia, miele e prodotti della laguna.
Non poteva mancare l’olio extravergine del territorio con “Bottarga di Cabras e Olio EVO del Sinis”, attraverso gli interventi e le degustazioni della Rete Olio del Sinis.
E accanto alla bottarga un altro grande protagonista della storia gastronomica dell’Oristanese: la Vernaccia di Oristano.

































Vernaccia e bottarga: due identità che raccontano il Sinis
“La Vernaccia e la bottarga, il Sinis che emoziona” ha proposto un incontro tra due prodotti apparentemente molto diversi ma accomunati da un elemento fondamentale: entrambi raccontano il tempo.
Il tempo necessario alla natura, quello della lavorazione e quello dell’attesa.
Le degustazioni curate da The ‘Over Magazine, con Lara De Luna e Francesco Bruno Fadda, hanno mostrato le possibilità di abbinamento tra la sapidità della bottarga e la complessità della Vernaccia.
La contaminazione è proseguita anche nel mondo della mixology con la terza edizione di “Colpi di Vernaccia”, il contest dedicato ai bartender della Sardegna, realizzato in collaborazione con il Consorzio della Vernaccia, Cantine Contini e Distillerie Silvio Carta.
Una strada interessante soprattutto per avvicinare prodotti fortemente identitari a un pubblico nuovo e più giovane.






Gli chef interpretano l’oro di Cabras
Il cuore più spettacolare del Festival è stato rappresentato dagli show cooking.
Sul palco si sono alternati alcuni dei nomi più interessanti della cucina sarda, italiana e internazionale.
Il cabrarese Salvatore Camedda, chef del Cascioni Retreat di Arzachena, ha aperto il percorso con “Laguna d’autore”, seguito da Salvatore Ticca dello Shardana di Nuoro con “Il Sinis a tavola”.
Particolarmente significativo l’incontro “Andata e Ritorno – Un viaggio di gusto e identità: la cucina sarda nel mondo”, che ha riunito Giovanni Pilu, chef sardo da anni protagonista della ristorazione australiana con Pilu at Freshwater a Sydney, e Roberto Paddeu di Frades.
Un confronto tra chi porta la Sardegna nel mondo e chi continua a reinterpretarne i sapori attraverso nuovi linguaggi gastronomici.
Anche la pizza è entrata nel racconto della bottarga con Ciccio Vitiello, protagonista di “Cambia-Menti”.
La domenica il palco ha visto susseguirsi Vincenzo Sorvillo del ristorante Amano di Cagliari, Imma Diana dell’Hostaria Via Aemilia e Simona Balia del ristorante Racines di Sant’Antioco.
Poi uno dei personaggi più attesi dal pubblico: Max Mariola, protagonista di “Sulle orme della Bottarga”, capace di trasformare lo show cooking anche in spettacolo e comunicazione.

















Davide Oldani e la cucina Pop chiudono il viaggio nel gusto
Il gran finale gastronomico dell’edizione 2025 è stato affidato a Davide Oldani, chef due stelle Michelin e ideatore della filosofia della “cucina pop”.
La sua presenza ha rappresentato uno dei momenti di maggiore richiamo della manifestazione.
Portare la bottarga di Cabras davanti a chef con esperienze, linguaggi e percorsi così differenti significa infatti andare oltre la semplice celebrazione del prodotto.
Significa metterlo alla prova, farlo dialogare con la cucina contemporanea e trasformarlo in ambasciatore di un territorio.














Bottarga, ma non solo cucina
Uno degli aspetti più riusciti del Festival è stato proprio quello di non limitare il programma alla gastronomia.
Con “Bottarga & Parole” il cibo ha incontrato libri, cultura e attualità.
Tra gli ospiti, Michele Giuseppe Mozzati di Gino&Michele, che ha presentato “Acqua fuoco trottola”, Michela Cimatoribus con “Effervescenze Diverse” e Cristina Nadotti con “Il turismo che non paga”.
Musica e spettacolo hanno completato le giornate.
Alla Peschiera Mar’e Pontis sono arrivati J.P. Bimeni & The Black Belts, mentre il sabato sera il pubblico ha ritrovato i Sikitikis. La domenica la Funky Jazz Orkestra, in collaborazione con Dromos, ha accompagnato verso la conclusione una tre giorni che aveva coinvolto diversi luoghi di Cabras.
La ruota panoramica “Sinis dall’alto” offriva intanto un’altra prospettiva: quella dello stagno visto dall’alto, con Cabras, l’acqua e il paesaggio del Sinis riuniti in un unico sguardo.













La bottarga come strumento di promozione del territorio
È forse questo il risultato più interessante lasciato dall’edizione 2025.
Il Festival ha mostrato come un prodotto possa diventare una porta d’ingresso verso un’intera destinazione.
Chi arriva a Cabras per assaggiare la bottarga può scoprire la laguna e le peschiere, ma anche Tharros, San Giovanni di Sinis, l’Area Marina Protetta, Mont’e Prama, le spiagge, i vini, l’olio, la cucina e le produzioni locali.
Il turismo enogastronomico diventa così turismo culturale, ambientale ed esperienziale.
E settembre rappresenta un periodo particolarmente importante: il grande flusso turistico estivo diminuisce, ma il Sinis offre ancora condizioni ideali per essere vissuto e scoperto.
Il Festival assume quindi anche una funzione di destagionalizzazione, trasformando il prodotto gastronomico in motivo di viaggio.












Festival della Bottarga 2026: Cabras riparte dal suo oro
Ora il conto alla rovescia è ricominciato.
Il Festival della Bottarga di Cabras tornerà il 18, 19 e 20 settembre 2026.
La nuova immagine della manifestazione è già comparsa sui canali ufficiali, mentre il programma completo della nuova edizione sarà annunciato prossimamente.
Dopo “Alchimie di Gusto”, la sfida sarà quella di proseguire un percorso che ha progressivamente ampliato il significato stesso del Festival.
Perché la bottarga resta naturalmente la protagonista, ma attorno a quelle uova di muggine lavorate secondo una tradizione antica si muove ormai un racconto molto più grande.
È il racconto dello stagno e dei pescatori, della Vernaccia e dell’olio, dei produttori e dei ristoratori, degli chef che reinterpretano le materie prime, dell’archeologia, del paesaggio e di una comunità che continua a riconoscersi nel rapporto con la sua laguna.
Dal 18 al 20 settembre 2026 Cabras tornerà quindi a raccontare il suo “oro”.

E Obiettivo Sardegna sarà ancora una volta lì per raccontarlo attraverso parole e immagini.
Articolo e foto di: © Bruno Atzori Sigurani

