Isole nell’isola, tutte le isole della Sardegna

Un viaggio tra le isole sarde: da quelle famose e abitate a quelle selvagge e disabitate

Sono molte le isole, grandi e piccole, che circondano la Sardegna. Oltre alle più note e frequentate, come quelle dell’arcipelago della Maddalena, e le più grandi, come Sant’Antioco e l’Asinara, vi sono altre isole meno conosciute, disabitate e poco frequentate, che custodiscono paesaggi mozzafiato e bellezze naturali incontaminate. Vere isole nell’isola.

Le isole della Sardegna

Isola dell’Asinara

L'Asinara

L’Asinara (foto Parco Nazionale dell’Asinara)

Una delle più grandi isole delle coste sarde, 52 km quadrati di superficie, è famosa soprattutto per essere stata a lungo un carcere di massima sicurezza. E’ qui che, soprattutto negli anni sessanta, venivano incarcerati i mafiosi e i terroristi. Proprio grazie a questo isolamento forzato l’Asinara ha conservato praticamente intatte le sue bellezze naturali. Oggi l’isola è sede del Parco Nazionale dell’Asinara, nato con lo scopo di preservare l’ambiente, le coste e le tante specie selvatiche autoctone. Tra queste c’è il famoso asinello bianco, una sottospecie albina che vive qui allo stato brado. Dopo più di un secolo di isolamento ora l’accesso all’Asinara è consentito, sebbene regolato e protetto. Per maggiori informazioni sulle visite all’isola consultate il sito ufficiale del Parco. Tra la costa della Sardegna e l’Asinara si trova anche la piccola Isola Piana, un’isola di piccole dimensioni, priva di rilievi ma con diverse spiagge e angoli suggestivi.

Arcipelago della Maddalena

La Maddalena, spiaggia rosa

La Maddalena, spiaggia rosa (Foto Mirko Ugo / Ente Parco)

Nella parte nord-orientale della Sardegna si trova il celebre arcipelago della Maddalena. E’ formato da sette isole maggiori (La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli) e vari isolotti minori. Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena comprende e tutela sia la parte marina sia la parte terrestre dell’arcipelago, ovvero tutte le isole presenti nel territorio del comune di La Maddalena. Si tratta di una delle più celebri e rinomate località turistiche di tutta la Sardegna. Non solo per la natura incontaminata e per le bellissime spiagge che non hanno nulla da invidiare a quelle caraibiche, come la famosa spiaggia rosa di Budelli. Ma anche per la storia e la cultura che queste isole raccontano. L’arcipelago infatti è noto anche perché ospitò gli ultimi anni di vita di Giuseppe Garibaldi. Nell’isola di Caprera è possibile infatti visitare lil compendio garibaldino, costituito dalla casa, dalle tombe dell'”eroe dei due mondi” e dei suoi familiari. Nell’isola si possono inoltre visitare il Museo del mare e delle tradizioni marinaresche, il Museo Geo-Mineralogico e il Centro Studi dei delfini. La Maddalena è raggiungibile via mare da Palau.

Tavolara

Tavolara

Tavolara

L’isola di Tavolara si affaccia sul golfo di Olbia. Si presenta come una montagna in mezzo al mare, con spettacolari pareti calcaree a picco che arrivano a 500 metri d’altezza. Selvaggia e incontaminata, l’isola di Tavolara, in parte privata e in parte zona militare NATO, fa parte dell’Area marina protetta Tavolara Punta Coda Cavallo. Ospita diverse specie di uccelli marini che qui nidificano, oltre alle caratteristiche capre selvatiche dai denti “dorati”. Fino agli anni 70 era presente anche la foca monaca, che viveva e si riproduceva nelle tante grotte dell’isola, in seguito purtroppo estinta. L’isola è interessante anche per i tanti siti archeologi subacquei.

Molara

Poco distante da Tavolara c’è la piccola e granitica isola di Molara. Probabilmente deve il suo nome alla forma rotondeggiante che potrebbe ricordare la forma di una mola. Caratterizzata da un terreno roccioso e impervio, questa piccola isola ospita i resti di un villaggio medievale e una chiesetta dove furono esuli un papa e un anti-papa dell’Alto Medievo. Tra le specie di uccelli nidificanti segnaliamo il falco pellegrino, la berta minore e il gabbiano corso. Nelle acque di Molara è presente il relitto dell’Oued Yquem, una nave di circa 70 metri silurata da un sottomarino durante la seconda guerra mondiale.

Isolotto dell’Ogliastra

Isolotto dell'Ogliastra (foto di k_eper / Flickr)

Isolotto dell’Ogliastra (foto di k_eper / Flickr)

Ha una superficie di circa 10 ettari quest’isolotto granitico situato di fronte alla splendida spiaggia di Lotzorai. E’ principalmente roccioso e da lontano appare come un piccolo monumento scolpito dal vento e dalle onde del mare. Ma sulla sua superficie è presente anche un vero monumento, una scultura realizzata dalla mano dell’uomo. Si tratta della statua della Madonna dell’Ogliastra, opera dello scultore sardo Pinuccio Sciola. Nell’entroterra si trovano olivastri, fichi d’India e le tipiche piante della macchia mediterranea. Anche qui, come su altri isolotti sardi, troviamo berte, gabbiani reali e gabbiani corsi. L’isolotto dell’Ogliastra è inoltre il luogo ideale per attività di snorkeling e immersioni. Si può raggiungere con imbarcazioni private oppure con le visite guidate da Arbatax o da Santa Maria Navarrese.

Serpentara

Nella punta sud-est della Sardegna, a circa 4 km dalla costa, si trova l’isola di Serpentara, appartenente al comune di Villasimius. Sono 134 ettari disabitati la cui forma ricorda quella di un serpente. Serpentara è di notevole interesse naturalistico e per questo motivo fa parte dell”Area naturale marina protetta Capo Carbonara. In passato si è tentato più volte di vendere l’isola ma, a causa dei vincoli che non consentono di costruire, nessun acquirente si è mai fatto avanti. Da segnalare la torre spagnola di San Luigi, una torre settecentesca usata in passato come postazione di avvistamento.

Isola dei Cavoli

Isola dei Cavoli - Capo Carbonara (foto di RM Capo Carbonara)

Isola dei Cavoli – Capo Carbonara (foto di RM Capo Carbonara)

Nella stessa area, a circa un chilometro da Capo Carbonara, si trova l’Isola dei Cavoli. Sull’origine del nome ci sono due ipotesi: potrebbe trattarsi di una traduzione sbagliata del nome sardo (isula de is cavarus, isola dei granchi) oppure potrebbe riferirsi alla presenza endemica del cavolo selvatico. Anche questa piccola isola, con le sue coste molto frastagliate e le piccole insenature con bellissimi massi granitici, fa parte dell’area marina protetta. Il simbolo dell’isola è l’antico faro.

Isola La Vacca

Spostandosi sul lato opposto, nella Sardegna sud-occidentale, nel golfo di Palmas incontriamo l’Isola la Vacca, facente parte dell’arcipelago del Sulcis con Sant’Antioco, San Pietro, Isola Piana, Isola del Corno, Isola il Toro, Scoglio del Vitello e Isola dei Ratti. Su questa piccola isola costituita da rocce vulcaniche nidificano varie specie di uccelli marini: il gabbiano reale, il marangone dal ciuffo, il falco della della regina e la berta maggiore. Abbondano anche i ratti.

San Pietro

Isola di San Pietro - Calafico

Isola di San Pietro – Calafico (foto di Pelódia / Flickr)

Una delle isole sarde più note: cinquantuno chilometri quadrati di isola vulcanica, con splendidi pini d’Aleppo, scogliere, grotte, stagni, oltre a numerosi cormorani, gabbiani e rapaci come il falco della regina. E’ l’Isola di San Pietro, raggiungibile via traghetto da Portoscuso. Ha circa 6500 abitanti concentrati soprattutto nell’unico centro abitato dell’isola, il paese di Carloforte. Qui si parla uno strano dialetto di origini ligure, così come liguri sono le origini dei suoi abitanti, o meglio tabarchine, dal nome della popolazione di liguri che giunse qui dall’isola tunisina di Tabarca. Questo particolare mix culturale, oltre alle straordinarie bellezze naturali del luogo, rende Carloforte e l’isola di San Pietro una delle perle del sud della Sardegna e uno dei luoghi più interessanti di tutto il Mediterraneo.

Sant’Antioco

Con i suoi 109 km quadrati quella di Sant’Antioco è l’isola più grande fra tutte le isole sarde ed è la quarta isola, per dimensione, del territorio italiano. E’ legata alla Sardegna da un istmo artificiale che la rende raggiungibile via terra grazie a una strada-ponte. Abitata in passato dai fenici, dai cartaginesi, dai romani e perfino dai pirati, attualmente è abitata dalla popolazione tabarchina (così come San Pietro) nella parte settentrionale, mentre nella parte centrale si parla una varietà del sardo. L’isola offre ai turisti grandi e bellissime spiagge poco affollate e fondali ideali per immersioni, pesca e snorkeling. Oltre alla cittadella omonima, che ospita una delle più antiche chiese cristiane del Mediterraneo, è da segnalare il caratteristico villaggio di pescatori di Calasetta.

x Leggi anche: Sant’Antioco, un’isola di profumi e colori di Claudia Zedda

Isola Piana

isola di Mal di Ventre

isola di Mal di Ventre (Malu Entu) foto di AMP del Sinis

Un’altra delle isole maggiori dell’arcipelago del Sulcis è l’isola Piana, che si trova a brevissima distanza dall’isola di San Pietro. E’ una riserva naturalistica di 22 ettari dove sono presenti varie specie di uccelli. Sull’isola è presente un condominio privato. Dotata di un piccolo porto, è raggiungibile da Portoscuso, Calasetta o Carloforte.

Isola di Mal di Ventre

Isola disabitata e particolarmente selvaggia, con acque limpide, spiagge di quarzo e macchia mediterranea, si trova a circa 9 km dalla costa del Sinis. In sardo è chiamata Malu Entu, cioè “vento cattivo”, in riferimento alle particolari condizioni meteorologiche di questo tratto di mare. E’ un’isola piccola ma dalla natura e dai paesaggi di incantevole bellezza. Fa parte dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre ed è raggiungibile dalla costa con imbarcazioni private. Per maggiori informazioni consultate il sito dell’Area marina protetta. Non lontano da Mal di Ventre segnaliamo anche lo scoglio del Catalano.

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