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“KRISIS”

Meno male che “DROMOS” c’è

Anche quest’anno ha riempito con i suoi concerti le serate estive dell’Oristanese, con una scelta artistica sempre ad altissimo livello.

Il mix di concerti, mostre artistiche, fotografiche, rassegne letterarie hanno tenuto alto l’interesse culturale del Festival grazie a

Carmen Souza, Roberto Fonseca, Paolo Fresu e Uri Caine, Porceddu e Bollani, Al Jarreau, Nils Petter Molevar, Lucas Santtana

Armeria dei briganti, Raphael Gualazzi.

Al Jarreau


Tutti i concerti sono stati introdotti da Alessandro Melis, che con i suoi testi, attenti, critici, ironici ma precisi e piacevoli ha sottolineato con maestria il backstage dei concerti, non trascurando nessun particolare. Sempre attento e con il suo taccuino in mano, sempre pronto a prendere appunti di tutti i comportamenti, le casualità e i comportamenti degli artisti, del pubblico e di tutto quello che succede prima e dopo ogni concerto.

(nella foto Alessandro Melis prende appunti al buio durante il concerto)

 

 

 

Time in Jazz 2012: ecco dove comprare i biglietti

E’ iniziata la prevendita dei biglietti e degli abbonamenti per Time in Jazz 2012.

Mancano due mesi all’inizio, ma la prevendita è già iniziata, e questo non sorprende se si pensa ai grandi numeri dell’ormai celebre festival organizzato da Paolo Fresu. Per chi non vuole rischiare di perdere nemmeno una serata è il caso di affrettarsi. Tra i nomi previsti per quest’anno: Bill Frisell, Omar Sosa, Trilok Gurtu, Maria Pia De Vito, Antonello Salis, Daniele Sepe, Paolo Angeli, Gaetano Curreri, Fabrizio Foschini e molti altri.

Dove comprare i biglietti e gli abbonamenti per Time in Jazz?

La prevendita è già iniziata sul sito di Vivaticket, il circuito di prevendita autorizzato per eventi e spettacoli.

I prezzi degli abbonamenti compresi di prevendita sono di 63 euro (platea, intero) e di 53 euro (platea, ridotto) per tutti gli appuntamenti a pagamento del festival. Per sapere i prezzi dei singoli concerti a pagamento (si tratta di quattro serate) è sufficiente cercare “Berchidda” nel sito di Vivaticket.

Ma, come ogni anno, sono tanti anche gli appuntamenti non a pagamento che animeranno le vie di Berchidda – e di diversi altri comuni – dalla mattina alla sera.

Per informazioni più dettagliate vi rimandiamo al programma ufficiale di Time in Jazz 2012.

(credit foto: remuz [Jack The Ripper] / Flickr)

i 50 concerti di Paolo Fresu

27 giugno, Nurachi (OR): Oliveto comunale, ore 21:30

Paolo Fresu & Uri Caine con Alborada String Quartet: “Think.”

Paolo Fresu – tromba, flicorno, effetti; Uri Caine – pianoforte

Alborada String quartet

Anton Berovski – violino; Sonia Peana – violino; Nico Ciricugno – viola; Piero Salvatori – violoncello

Due grandi protagonisti del jazz contemporaneo per un fortunatissimo incontro: la tromba lirica e sognante di Fresu, il suo timbro malinconico e onirico si sposa a meraviglia con il pianismo di Uri Caine, fatto di mille citazioni, dalla canzone americana al blues, dal jazz mainstream all’avanguardia, fino alla musica classica, genere caro all’americano. Concepito per la prima volta proprio in Sardegna, nell’edizione del 2002 di Time in Jazz (il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda), il duo ha precisato la propria identità negli anni successivi attraverso una serie di  applauditissimi concerti, fino a sfociare nelle tracce di “Things”,  esordio discografico (per la Blue Note) datato 2006. Un disco denso di feeling e di atmosfere differenti, lirico e raffinato, specchio fedele dell’intesa perfetta tra i due musicisti, alle prese con un repertorio che alterna standard a brevissime composizioni originali, rivisita pagine di Gershwin, Miles Davis e l’Irving Berlin di “Cheek to Cheek”, ma anche il barocco di Monteverdi (“Sì dolce è il tormento”) e un cavallo di battaglia di Mina come “E se domani”.

Proseguimento naturale di “Things” (come suggerisce anche il titolo), tre anni fa è uscito l’album “Think.”: arricchito dagli archi del Quartetto Alborada, il discorso a due spazia dagli standard jazz come “Darn that dream” e “Doxy”, a una rilettura dell’haendeliana “Lascia ch’io pianga” e di un classico della canzone italiana come “Non ti scordar di me”, fino al tema “Centochiodi”, scritto dal trombettista per l’omonimo film di Ermanno Olmi.

Per informazioni e aggiornamenti:

www.50fresu.it

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i 50 concerti di Paolo Fresu

ALLAI 25 giugno 2011 0re 21,30

Questa volta Paolo Fresu suona in un paese dell’Oristanese, che ti accoglie fra le sue vie e piazze amorevolmente restaurate. Una bell’ impressione, un ritorno al passato fra case di pietra, antichi mole e forni per il pane.

La location del concerto è una casa costruita sugli alberi, dove sopra, si riconoscono Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti),  Dhafer Youssef, virtuoso dell’oud (il liuto arabo) e voce straordinaria per estensione ed intensità, e il chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê.

Senza dubbio il set più insolito fra i cinquanta impegnati nel tour di concerti con cui Paolo Fresu sta attraversando la Sardegna per festeggiare in musica i suoi cinquant’anni. Stasera (sabato 25), il trombettista berchiddese è infatti di scena nella Casa sull’albero che si trova nei pressi di Allai, un piccolo paese del Barigadu, in provincia di Oristano: si tratta di un rifugio/sosta per escursionisti progettato e costruito un anno fa su un albero, appunto, nell’ambito della seconda edizione del workshop EcoRurality (la terza è in corso proprio in questi giorni, da giovedì 16 fino a domenica 26), un progetto formativo di relazione sociale che mira ad accrescere la consapevolezza del paesaggio: un’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Associazione Paesaggi Connessi (che ha base a Sestu, CA), il Master Internazionale Paesaggi straordinari – Paesaggio Arte Architettura (Politecnico di Milano e NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) e il Comune di Allai (OR).

Case e paesaggi sono evocati non casualmente anche dal nome del progetto musicale ospite dell’inconsueta location a partire dalle 21:30(con ingresso gratuito): Homescape. Sotto la sua insegna, accanto aPaolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), si riconoscono Dhafer Youssef, virtuoso dell’oud (il liuto arabo) e voce straordinaria per estensione ed intensità, e il chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê, entrambi già apprezzati mercoledì sera nel bellissimo concerto “Kind of Porgy and Bess”, l’originale rilettura dell’opera gershwiniana, con cui “!50” ha fatto tappa a Nureci.

Suoni acustici ed elettrici, arcaici e digitali, echi di oriente e battiti tecnologici, suggestioni mistiche e squarci metropolitani. Difficile definire con un’etichetta la musica di Homescape, titolo preso in prestito da quello di un album di Nguyên Lê uscito nel 2006, e registrato a Parigi nella casa (come suggerisce il titolo) del chitarrista che duetta ora con Paolo Fresu, ora con Dhafer Youssef. Fu proprio il franco-vietnamita, che già aveva suonato con entrambi (e lo farà ancora in tante occasioni successive), a mettere in contatto, a metà anni novanta, il musicista sardo e il tunisino. Fra i tre nacque così un legame, non solo artistico, che negli anni seguenti si sarebbe cementato attraverso il coinvolgimento reciproco in diversi progetti. E’ appunto il caso dell’album “Homescape”, un disco molto elettronico, improvvisato e mistico, in cui – come si legge nelle note di copertina – “il respiro sardo, la trance orientale e il mistero asiatico si incontrano e incrociano”: un gioco di alchimie sonore che darà l’impronta anche al concerto di questa sera (sabato 25) ad Allai, proposto con il contributo dell’Amministrazione Comunale e la collaborazione dell’associazione Paesaggi Connessi.

Altri suoni e atmosfere domani sera (domenica 26 giugno, ore 21:30) per la tappa numero quindici di “!50”: Paolo Fresu sarà infatti in concerto in duo con il grande pianista americano Uri Caine tra le vestigia del villaggio medievale di Geridu, nei pressi di Sorso (Ss).

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i 50 concerti di Paolo Fresu

Paolo Fresu - Pozzo Sacro Santa Cristina - Paulilatino (Or)

Si è tenuto il 24 giugno a Paulilatino (OR) nell’ Area archeologica di Santa Cristina a fianco del millerario pozzo sacro, un concerto dal fascino unico. Nella splendida notte stellata, centinaia di persone hanno potuto ascoltare le incredibili note di Paolo fresu e dell’Angel Quartet

Guarda il slidshow

Angel Quartet

Paolo Fresu – tromba, flicorno, effetti; Nguyên Lê – chitarra; Furio di Castri – contrabbasso; Roberto Gatto – batteria

Ancora uno dei gruppi “storici” del trombettista di Berchidda, uno dei progetti più interessanti tra i tanti varati dai cantieri Fresu. L’Angel Quartet nasce nel 1994 come alter ego elettroacustico dell’allora già avviatissimo quintetto “storico”, e coinvolge Nguyên Lê (col quale Fresu aveva già stretto all’epoca le prime collaborazioni) insieme a una sezione ritmica composta da due nomi del calibro di Furio Di Castri e Roberto Gatto, uno dei batteristi più ricercati della scena europea. Spaziando da standard e ballate a riletture di grandi classici come Monteverdi e Strauss, a momenti decisamente rockeggianti (l’Angel che dà il titolo al primo disco del quartetto è l’indimenticabile pezzo di Jimi Hendrix), il quartetto spiazza qualche critico ma conquista in compenso i favori del pubblico, come dimostrano il successo di vendite dei due dischi (Angel, del 1997, e Metamorfosi, uscito nel 1999) e l’intensa attività concertistica di questo gruppo che di fatto non esiste più, sebbene non abbia mai tenuto un ultimo concerto ufficiale.