La Sardegna e il cinema

Ambientazione ideale per film d'autore e storie di pastori e banditi. Ma non solo: James Bond, la Bibbia, mostri marini, soldati romani gay e molto altro, fino al moderno cinema sardo. In questa pagina riportiamo un elenco cronologico dei film girati o ambientati in Sardegna, dal cinema muto a oggi
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Isola deserta dove naufragare. Oppure isola dura e selvaggia dove litigare e innamorarsi. Per anni la Sardegna, anche al cinema, è stata soprattutto un’isola di banditi e faide famigliari. Vendette e drammi deleddiani, rappresentazioni quasi sempre stereotipate e folcloristiche della società sarda. Ma le bellezze naturali dell’isola, le sue caratteristiche estetiche e culturali, negli anni si sono fortemente impresse nell’immaginario collettivo. Sono tanti i film ambientati in Sardegna o comunque girati nell’isola fingendo di essere altrove: Caraibi, Messico, perfino la Scozia. Passiamo in rassegna tutto (o quasi) quello che è stato cinema in Sardegna segnalando, dove possibile, i luoghi precisi delle location cinematografiche. Alcuni, pochi, capolavori del cinema d’autore, molti i film non memorabili tra western, fantascienza, spionaggio e diverse bizzarre curiosità ormai dimenticate.

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Anni 20-60: dalla Deledda agli spaghetti western, passando per la Bibbia e il banditismo

“Cenere” (1916)

Uno dei più bizzarri forse è “2+5 Missione Hydra” del 1966. Il film non è esattamente un capolavoro indimenticabile, ma nella scena finale un’astronave atterra di fronte all’arco di S’Archittu, comune di Cuglieri. Il film si chiude con un lungo bacio appassionato dei due protagonisti con tanto di tramonto alle spalle e improbabili palme sugli scogli della bellissima baia.

Le prime immagini cinematografiche girate in Sardegna sono di poco successive ai primi film dei Lumiere. Si tratta di “Voyage du Roi Humbert Ier en Sardaigne” di Francesco Felicetti, del 1899, che racconta la visita del Re Umberto I nell’isola.

Ma i primi veri e propri film sono inevitabilmente legati ai romanzi della scrittrice Grazia Deledda. A volte si tratta semplicemente un’eco dei suoi temi e dei suoi personaggi, a volte sono direttamente tratti dalle opere della scrittrice. E’ il caso di quello che si potrebbe considerare uno dei primi film sardi, “La cenere”, del 1916, se non fosse che, per motivi di budget, in realtà venne girato nelle alpi piemontesi. Di sardo resta la storia, tratta dall’omonimo romanzo della scrittrice nuorese. Il film è storicamente importante anche perché è l’unico dove è possibile vedere recitare la celebre attrice teatrale Eleonora Duse.

Probabilmente ispirato dalle trame deleddiane è anche “Cainà: l’isola e il continente”, film muto del 1922 di Gennaro Righelli. La protagonista è la pastora Cainà, interpretata dalla diva del muto Maria Jacobini, che fugge dall’isola e approda a Napoli. Questo invece è stato realmente girato in Sardegna, in varie parti della Gallura, fra cui Aggius, Bortigiadas, il nuraghe Oes di Giave, Santa Teresa e Costa Paradiso.

Direttamente ispirato a un’opera di Grazia Deledda è “La grazia” del 1929, regia di Aldo De Benedetti, tratto dalla novella “Di notte” e oggi considerato tra i capolavori del cinema muto italiano.

“Oro nero” (1942) di Enrico Guazzoni racconta i drammi dei minatori sardi e in particolare della zona di Carbonia – Bacu Abis.

Del 1949 è “Altura”, opera del regista cagliaritano Mario Sequi. Il film viene girato ad Aggius e racconta la storia di Stanis (interpretato da Massimo Girotti) che, al contrario dell’eroina drammatica Cainà, non fugge dall’isola ma anzi ci ritorna dopo una lunga assenza.

Di questo periodo segnaliamo anche altri film, non sempre girati in Sardegna, ma che riportano le tematiche sarde della vendetta e sono spesso legati alle trame della Deledda, come “Le vie del peccato” (1946), “La legge della vendetta” (1949), “Delitto per amore – L’edera” (1950), “Vendetta sarda” (1951) e “Amore rosso” (1953).

E’ invece del 1958 lo sceneggiato televisivo tratto da uno dei capolavori della Deledda, “Canne al vento”, oggi interamente recuperabile su Youtube.

Ma uno dei più noti film girati nell’isola e tratti dalle opere della scrittrice vincitrice del premio Nobel è ancora oggi “Proibito” di Mario Monicelli, con Mel Ferrer e Amedeo Nazzari. Film del 1954, racconta la storia del giovane parroco Don Paolo che ritorna nell’isola e si trova coinvolto in una faida. Le riprese vennero realizzate a Tissi, nella chiesa di Saccargia e nei dintorni di Ardara.

“Banditi a Orgosolo” di Vittorio De Seta

Qualche anno dopo, nel 1957, Gillo Pontecorvo gira “La grande strada azzurra”, tratto da un romanzo di Franco Solinas, con grandi attori come Yves Montand e Alida Valli. E’ la storia drammatica, ambientata in Sardegna, di un pescatore di frodo.

Una nota a parte la merita uno strano e purtroppo introvabile documentario etnografico del 1956 prodotto dalla Disney per la serie “Genti e paesi”. Dopo essersi occupata di Svizzera, Arizona e cacciatori eschimesi, la Disney girò il mediometraggio “Sardinia”, nella versione italiana intitolato “Sardegna antica”, dove venivano raccontate – non senza un certo gusto per l’esotismo – le usanze tipiche del popolo sardo.

Il 1961 è un anno molto importante: alla mostra del cinema di Venezia vince il premio come miglior opera prima “Banditi a Orgosolo”, il capolavoro di Vittorio De Seta, che nell’isola aveva girato già alcuni documentari negli anni 50 come “Un giorno in Barbagia” e “Pastori ad Orgosolo”. Il film, girato in Barbagia, è interpretato da veri pastori e ancora oggi resta uno dei film simbolo della Sardegna anche nell’immaginario collettivo nazionale.

Negli anni 60, grazie all’ottima salute dell’industria cinematografica italiana e probabilmente grazie anche al successo di “Banditi a Orgosolo”, sono molti i film che vengono girati nell’isola.

Citiamo la famosa sequenza di “Deserto Rosso” (1964) di Antonioni girata nella spiaggia rosa di Budelli, diverse scene di “L’indomabile Angelica” (1967) e di “La calda vita” (1963) ambientato a Trieste ma girato principalmente a Cagliari e Villasimius, nell’oasi di Notteri.

Del 1963 è anche una bella e amara commedia con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, “Il successo”, un film forse sottovalutato con un Gassman arrivista che si reca in Sardegna per acquistare terreni allo scopo di arricchirsi con la speculazione edilizia.

Uno dei più noti film di questi anni riprende le ambientazioni agropastorali. Si tratta di “Una questione d’onore” del 1966 di Luigi Zampa, film molto discusso, tra folclore e stereotipi, deve il suo successo anche alla presenza di Ugo Tognazzi che qui interpreta il protagonista, il contadino Efisio Mulas.

“Barbagia, la società del malessere” (1969)

Ma in questo periodo vengono girati in Sardegna anche film biblici come “La bibbia” (1966) del grande regista americano John Huston. Il produttore del film, Dino De Laurentis, decise di girare in Italia e scelse le montagne sarde per la sequenza in cui Abramo viene messo alla prova da Dio che gli chiede di sacrificare suo figlio Isacco.

Un’altra importante produzione di questo periodo è quella che riguarda il film “La scogliera dei desideri” (1968) con Elizabeth Taylor e Richard Burton, girato in parte a Capo Caccia, Alghero. Ma nello stesso anno vengono girati in Sardegna anche “Commando suicida” film di guerra con Lee Van Cleef, “Vacanze sulla Costa Smeralda” e “Donne… botte e bersaglieri”, entrambi film musicali con Little Tony.

Nel 1968 un piccolo spaghetti-western, “Giarrettiera Colt”, viene girato nei pressi di Cabras. Film di certo non indimenticabile ma curioso per via dell’ambientazione “messicana” del piccolo villaggio di San Salvatore (Cabras) e delle piscine naturali di Su Pallosu. L’attrice protagonista, Nicoletta Machiavelli, l’anno successivo sarà l’interprete di un altro film realizzato nell’isola, “Scarabea – Di quanta terra ha bisogno un uomo” (1969) di Hans-Jürgen Syberberg. La trama è curiosa: un manager tedesco decide di acquistare terreni in Sardegna e fa una strana scommessa con i locali: diventerà il proprietario di tutta la terra che riuscirà a percorrere a piedi in una sola giornata.

I temi della vendetta e dei sequestri sono centrali in “Sequestro di persona” del 1968, di Gianfranco Mingozzi, con protagonista Franco Nero, ambientato nel nord dell’isola. Dello stesso periodo e legati ad atmosfere simili sono anche “Pelle di bandito” di Piero Livi, e “Barbagia – La società del malessere” di Carlo Lizzani, ispirato alle vicende di Graziano Mesina, interpretato da Terence Hill. Anche “Come, quando, perché” (1969) di Antonio Pietrangeli ha alcune scene girate in Sardegna.

Un’opera insolita, interessante e poco conosciuta di questi anni è “I protagonisti” (1968) di Marcello Fondato. In questo film, ambientato tra le cime del monte Limbara, un gruppo di ricchi turisti annoiati alla ricerca di forti emozioni incontrano un famoso bandito sardo nascosto tra le montagne.

Anni 70: conflitti di classe, Padre padrone, mostri ad Alghero e James Bond in Costa Smeralda

“Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmuller

Nel 1971 è la volta di un film decisamente dimenticabile ma che riportiamo per dovere di cronaca: “Violentata sulla sabbia”, dramma a tinte erotiche girato a Siniscola, nella frazione di Santa Lucia. Il film merita una visione principalmente per le bellissime immagini della pineta e delle distese di sabbia bianca di quel tratto della costa sarda. Del 1971 è anche il thriller tedesco “Haie an bord”, ambientato in Costa Smeralda.

L’isola viene scelta come set anche per le riprese esterne del popolare sceneggiato fantascientifico “A come Andromeda” del 1972. La serie ha grande successo. Gli spettatori pensano di vedere la Scozia ma in realtà si tratta della Gallura.

Nel 1974 esce un altro film che rilancia l’idea di una Sardegna deserta, selvaggia e incontaminata, ideale come set cinematografico dove ambientare un certo tipo di storie. Si tratta del celeberrimo “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmuller, con protagonisti Mariangela Melato e Giancarlo Giannini nel ruolo dei due naufraghi. Il film, che ebbe grande successo, è girato nella costa orientale dell’isola: Cala Fuili (Dorgali), Cala Luna (Baunei), Capo Comino (Siniscola) e Arbatax. La trama è nota: una ricca signora milanese e un marinaio meridionale e comunista naufragano su un’isola deserta. E’ l’occasione per una grottesca esasperazione dei conflitti di classe e dello scontro fra sessi. Del film uscirà nel 2002 un remake, “Travolti dal destino”, di Guy Ritchie, girato più o meno nelle stesse location dell’originale, con Madonna e Adriano Giannini.

Sulla scia del grande successo della pellicola della Wertmuller due anni dopo arriva una commedia che riprende il tema del naufragio, anche se in versione più comica e macchiettistica. E’ “Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure” (1976) di Sergio Corbucci, con Paolo Villaggio novello Robinson Crusoe e Zeudi Araya nei succinti panni dell’indigena.

Decisamente controverso, ma oggi considerato un cult-movie nell’ambiente gay, è “Sebastiane” del 1976, girato a Cala Domestica dal regista Derek Jarman. Il film, bizzarro per vari motivi, è interamente recitato in latino e vede come protagonisti alcuni soldati romani che si lasciano andare all’ozio, alla passione omosessuale e al sadomasochismo.

La Sardegna è di nuovo protagonista al cinema con un film destinato a un successo mondiale.

Siamo nel 1977 e questa volta l’isola non è un semplice set ma la vera protagonista della storia. “Padre Padrone”, dei fratelli Taviani, tratto dal romanzo omonimo di Gavino Ledda, ha grande successo e vince la Palma d’oro come miglior film al 30º Festival di Cannes.

Nello stesso anno James Bond atterra in Costa Smeralda. Buona parte di “007 – La spia che mi amava”, con protagonista Roger Moore e Barbara Bach, è girato in Sardegna: Palau, Santa Teresa di Gallura, Capo Caccia, Porto Cervo e San Pantaleo (Olbia).

Set del film “L’isola degli uomini pesce” nelle grotte di Nettuno (fonte: Wikipedia)

Qualche anno dopo Francis Ford Coppola, il grande regista di Apocalypse Now e Il Padrino, produce un film che racconta la storia di un’amicizia tra un dodicenne e un cavallo che lo salva durante un naufragio durante il quale i due finiscno – anche qua – su un’isola deserta. Il titolo del film è “Black Stallion” (1979) e la regia è di Carroll Ballard. Tra gli scenari del film ci sono la grande spiaggia di Piscinas e quella di Li Cossi, in Gallura.

Ed è di nuovo un’isola apparentemente deserta l’ambientazione per il film fantascientifico “L’isola degli uomini pesce” (1979) di Sergio Martino. La protagonista è Barbara Bach, che aveva lavorato in Sardegna solo qualche anno prima per il film su James Bond. Gran parte del film è stato girato a a Capo Caccia, nella spiaggia delle Bombarde di Alghero e nella Grotta di Nettuno. Proprio nella grotta, secondo quanto riportato da un giornale dell’epoca, una comitiva olandese – ignara della presenza della troupe – si era abbandonata a scene di panico vedendo uscire dall’acqua mostruosi esseri.

Degno di nota, più che altro per la presenza di grandi attori come Ben Gazzara e Audrey Hepburn, è anche “Linea di sangue” (1979) di Terence Young. Alcune scene di questo film vennero girate nelle campagne di Olbia.

Anni 80-2000: fantasy, registi sardi, cinema di qualità e Jerry Calà

Negli anni 80 e 90 il numero delle produzioni cinematografiche in Sardegna cala notevolemente. Sono pochi i film da segnalare girati o ambientati nell’isola in questo periodo.

Nel 1983 Lucio Fulci, il regista noto per perle come “Non si sevizia un paperino” e molti film horror splatter degli anni 70/80, gira in Sardegna un bizzarro fantasy dal titolo “Conquest”. Il film probabilmente si ispira a “Conan il barbaro” ma con una buona dose di stravaganza horror in più.

“Giochi d’estate” (1984), film leggero e dimenticabile ambientato e girato a Porto Rotondo, racconta le avventure estive di un gruppo di ragazzi. Nel 1986 la Wertmuller apre il suo film “Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico” con un’immagine della “balena” di S’Archittu.

“Sonetaula” di Salvatore Mereu

Ma questi sono anche gli anni dei primi interessanti film d’autore del cinema sardo.

Nel 1984 Gavino Ledda dirige e interpreta il suo film “Ybris”, opera complessa e sperimentale dove racconta il suo ritorno a Siligo. Nel 1988 esce “Disamistade”, opera prima di Gianfranco Cabiddu con protagonista l’attore Massimo Dapporto. Il film è ambientato nella Sardegna degli anni 50 e riprende i temi della vendetta. Il secondo film del regista cagliaritano è “Il figlio di Bakunin” (1997), ispirato all’omonimo romanzo di Sergio Atzeni.

Sono girate nell’isola alcune scene di “Attenti al ladro!”, commedia del 1991 con John Malkovich, certamente non tra i film memorabili del grande attore americano. Sempre nel campo dei film non memorabili segnaliamo “Piccolo grande amore” (1993) di Carlo Vanzina, un’innocua commedia sentimentale realizzata e ambientata in Sardegna che ha come protagonista Raoul Bova. Una parte del film “La fine è nota” (1992) di Cristina Comencini è girata a Tratalias.

Negli anni 2000 escono diversi interessanti film di autori sardi, fra cui segnaliamo “Ballo a tre passi” (2003) di Salvatore Mereu, girato a S.Teodoro, Urzulei, altopiano di Bitti e nella spiaggia Le Dune di Teulada, “Sonetaula” (2008) sempre di Mereu, “Il fuggiasco” (2003) girato in parte a Cagliari, “La destinazione” (2003) di Piero Sanna, girato a Benetutti, Mamoiada e Nuoro, “Tutto torna” (2008) ambientato a Cagliari, “Un delitto impossibile” (2000) girato e ambientato a Sassari. Ma anche “Vita smeralda” (2006), opera di Jerry Calà assolutamente trascurabile girata in Costa Smeralda.

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