Paolo Fresu & Giovanni Sollima con l’Orchestra da Camera di Perugia

Immaginate una notte d’estate, in riva al mare nella necropoli di Tharros, nella Penisola del Sinis di Cabras, a due passi dal sito dei Guerrieri di Mont’e Prama, al tempo dei Fenici, gli abitanti, pescatori, commercianti, agricoltori, navigatori, artigiani e guerrieri, dopo una calda giornata di lavoro si riunivano nell’anfiteatro per assistere ad uno spettacolo, per socializzare e godere della vista del mare illuminato dalla stessa luna che noi oggi possiamo ammirare.

L’emozioni che il pubblico prova oggi, nel sedersi nel nuovo anfiteatro e godere dello spettacolo proposto, penso che sia lo stesso a quello provato nell’epoca dei Punici e dei Fenici.

L’odore del mare, il profumo della vegetazione mediterranea è il contorno di una notte magica.

L’onore del primo spettacolo è affidato al progetto «Two Islands» che lega Sardegna e Sicilia, le due isole del Mar Mediterraneo, a due degli strumentisti più dinamici di oggi: il trombettista logudorese Paolo Fresu e il violoncellista palermitano Giovanni Sollima. Ad accompagnarli la rinomata Orchestra da Camera di Perugia.

Il programma, nel caso di Fresu trova ispirazione nel libro «Passavamo sulla terra leggeri» dello scrittore e poeta cagliaritano Sergio Atzeni; Giovanni Sollima ci porta invece verso lidi più vicini nel tempo, isole-limbo ancora più cariche di travaglio: l’Ellis Island newyorkese, che accolse più di 12 milioni di emigrati europei tra il 1892 e il 1954; e la sua controparte dei nostri giorni, Lampedusa, nota con pena a tutti.
Paolo Fresu & Giovanni Sollima
 
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Foto e testi © Bruno Atzori

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