Successo a Oristano per il Lucio Battisti Tribute Show: pubblico in piedi per il gran finale

Oristano 13 Luglio 2026. Il Parco di San Giovanni dei Fiori ha accolto ieri, domenica 12 luglio, un pubblico delle grandi occasioni per il Lucio Battisti Tribute Show, uno degli appuntamenti più attesi della rassegna “Musica nelle sere d’estate” organizzata dall’Ente Concerti Alba Pani Passino. Il sold out registrato già prima dell’inizio del concerto ha confermato quanto il repertorio di Lucio Battisti continui a emozionare e coinvolgere spettatori di ogni età.

Ad aprire la serata è stata Silvia Orrù, presidente dell’Ente Concerti Alba Pani Passino, che ha rivolto un caloroso saluto al numeroso pubblico presente, ringraziando il Gremio di San Giovanni per aver messo a disposizione questo splendido spazio, alla periferia di Oristano, ormai diventato uno dei luoghi simbolo della rassegna estiva.

Subito dopo è salito sul palco Maurizio Casu, recentemente eletto presidente del Gremio di San Giovanni, noto come Gremio dei Contadini, una delle antiche corporazioni cittadine di Oristano, conosciuta soprattutto per organizzare da secoli la Sartiglia della domenica di Carnevale. Nel suo intervento ha sottolineato la proficua collaborazione instaurata con l’Ente Concerti Alba Pani Passino, esprimendo soddisfazione nel vedere il Parco di San Giovanni dei Fiori trasformato in un elegante palcoscenico per spettacoli e iniziative culturali. Ha inoltre evidenziato l’impegno del Gremio nella cura e valorizzazione di questo spazio, oggi sempre più apprezzato come luogo di incontro e di cultura per la città.

Conclusi i saluti istituzionali, il palco è stato occupato dai musicisti del Lucio Battisti Tribute Show. Il frontman della band Leonardo Ghetti, ha introdotto lo spettacolo spiegando che il concerto avrebbe ripercorso l’intera carriera artistica di Lucio Battisti, raccontando anche il lungo e straordinario sodalizio con Mogol attraverso curiosità e aneddoti legati alla nascita delle canzoni.

L’apertura è affidata a “Una donna per amico”, subito accolta dagli applausi del pubblico. Terminato il brano, il cantante riprende il microfono per raccontare un episodio che riporta indietro al 1965, anno in cui Battisti e Mogol iniziarono a collaborare. Ricorda come il primo brano scritto insieme fosse “Dolce di giorno”, una composizione dalle sonorità blues che all’epoca venne affidata anche ai Dik Dik. È l’occasione per ripercorrere i primi passi di quella collaborazione destinata a diventare una delle più importanti della musica italiana.

Il viaggio musicale prosegue con “La luce dell’est”, composta nel 1972. Prima dell’esecuzione il frontman racconta l’origine del testo: Mogol ricordava di trovarsi in un bosco insieme alla sua compagna quando, improvvisamente, riaffiorarono nella sua mente i ricordi intensissimi di una storia d’amore vissuta alcuni mesi prima con una donna slava. Da quel contrasto tra presente e passato nacque una delle pagine più poetiche del repertorio battistiano.

Seguono “Mi ritorni in mente” e “Innocenti evasioni”, entrambe accolte con entusiasmo dagli spettatori, che dimostrano di conoscere ogni parola.

Prima di proseguire, il cantante presenta uno dei musicisti della band, il maestro Andrea Adami, impegnato alla chitarra elettrica, alla chitarra acustica e ai cori. È quindi il momento di “Sì, viaggiare”, che trasforma immediatamente il pubblico in un enorme coro. Dalle prime file fino agli ultimi posti, la platea accompagna la band cantando il celebre ritornello, regalando uno dei primi momenti di autentica partecipazione collettiva della serata.

Al termine del brano viene presentato anche il batterista Mirko Bicchi, calorosamente applaudito dal pubblico.

Il frontman coglie poi l’occasione per invitare tutti a visitare il sito ufficiale della band, dove sono disponibili fotografie, video, contatti e il calendario aggiornato dei concerti, oltre alle pagine Instagram e Facebook, attraverso le quali è possibile seguire tutta l’attività del gruppo.

Dopo questa breve pausa, il concerto riprende con “Il mio canto libero”. Prima dell’inizio del brano, il batterista invita gli spettatori ad accendere la torcia dei propri telefoni cellulari. In pochi secondi il Parco di San Giovanni dei Fiori si illumina di centinaia di piccole luci che ondeggiano a ritmo della musica. L’atmosfera diventa particolarmente suggestiva: molte persone accompagnano il brano con la voce, altre semplicemente restano in silenzio ad ascoltare, creando uno dei momenti più emozionanti dell’intera serata.

Al termine dell’esecuzione il frontman ringrazia pubblicamente l’Ente Concerti Alba Pani Passino e la presidente Silvia Orrù per aver scelto il Lucio Battisti Tribute Show come protagonista della serata. Un pensiero speciale viene rivolto anche ai tecnici del service che, sfidando il caldo intenso della giornata, hanno lavorato fin dalle 16 del pomeriggio per montare palco, impianti audio e illuminazione, permettendo lo svolgimento dello spettacolo nelle migliori condizioni possibili. Il pubblico risponde con un lungo applauso, riconoscendo l’importanza del lavoro svolto dietro le quinte.

La serata prosegue con “Eppur mi son scordato di te”, brano che Lucio Battisti interpretava insieme alla Formula 3, una delle formazioni con cui collaborò nei primi anni della sua carriera. La band ne offre una versione energica, accolta da lunghi applausi.

Si continua con “Prendimi così”, canzone del 1978 che, come racconta il frontman, nasce da una delicata vicenda personale di Mogol, ispirata alla difficile relazione vissuta con una donna sposata e madre di figli. Il pubblico ascolta con attenzione il racconto, entrando ancora di più nello spirito dello spettacolo, che alterna musica e narrazione.

Prima di eseguire “Con il nastro rosa”, il cantante ricorda che si tratta dell’ultima grande canzone nata dalla collaborazione diretta tra Lucio Battisti e Mogol nel 1980. Racconta, con un pizzico di ironia, che in seguito i due avrebbero continuato a scambiarsi idee anche per corrispondenza, ottenendo comunque ottimi risultati, prima della definitiva separazione artistica. Sapendo quanto il brano sia amato, invita il pubblico a cantarlo insieme alla band e l’invito viene accolto con entusiasmo: il ritornello viene seguito praticamente da tutta la platea.

Al termine della canzone il frontman si rivolge ancora una volta agli spettatori con una frase che strappa sorrisi e un caloroso applauso: “Siete di una gentilezza devastante. È sempre stimolante venire in Sardegna.”

Segue “Anche per te”, che il cantante dedica a tutte le donne presenti nel Parco di San Giovanni dei Fiori. Prima dell’esecuzione ricorda come Mogol, nel testo, racconti tre diverse figure femminili, tre vite differenti unite dalla stessa sensibilità poetica che caratterizza molte delle sue composizioni.

Mentre Andrea Ghetti e Andrea Adami si prendono qualche istante per accordare le chitarre, il bassista Rudi Caldesi si avvicina al microfono e introduce il brano successivo. Racconta di una coppia di fidanzati che attraversa un momento di crisi, combattuta tra il desiderio di lasciarsi e quello di ricominciare. Nasce così “7 e 40”, interpretata con grande intensità.

È quindi il momento di un simpatico medley. Il cantante propone una serie di canzoni scritte da Battisti e Mogol per altri interpreti, invitando il pubblico a indovinare gli artisti che le resero celebri. Tra sorrisi, suggerimenti e risposte gridate da ogni parte della platea, il gioco coinvolge tutti i presenti e si conclude con gli applausi della band, divertita dall’entusiasmo dimostrato.

Uno degli aneddoti più affascinanti della serata introduce “Emozioni”. Il frontman racconta il celebre viaggio compiuto da Battisti e Mogol nel 1970: oltre seicento chilometri percorsi a cavallo da Milano fino a Roma, attraversando boschi, laghi e fiumi, dormendo immersi nella natura nel corso di una ventina di tappe. Da quell’esperienza nacque uno dei brani più intensi e poetici della musica italiana, eseguito con grande partecipazione anche dal pubblico.

L’atmosfera rimane intensa con “I giardini di marzo”, seguita da “Confusione”. Intanto il colpo d’occhio offerto dal Parco di San Giovanni dei Fiori è davvero suggestivo: il grande arco in pietra, illuminato da giochi di luce che cambiano continuamente colore, fa da sfondo al palco, mentre anche la chiesa di San Giovanni dei Fiori risplende grazie a una raffinata illuminazione scenografica, contribuendo a creare una cornice di grande fascino.

La platea continua a rispondere con entusiasmo. Il concerto è ormai un successo conclamato, confermato dal sold out registrato e dalla continua partecipazione del pubblico. Con “Non è Francesca” il ritornello viene ancora una volta cantato all’unisono dagli spettatori.

Seguono “La collina dei ciliegi”, impreziosita dai lunghi assoli dei musicisti, e “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi”, interpretata con grande eleganza e sensibilità.

Terminata questa parte dello spettacolo, i musicisti lasciano momentaneamente il palco. Il pubblico, però, non ha alcuna intenzione di farli andare via e li richiama immediatamente con applausi, fischi di approvazione e cori, ottenendo il ritorno della band dopo pochi istanti.

Per il bis il cantante si accomoda alle tastiere. Illuminato da suggestive luci blu e rosse, interpreta “E penso a te”, regalando uno dei momenti più intensi dell’intera serata.

Il concerto si avvia così verso il gran finale con “Anna”, cantata insieme al pubblico, e “10 ragazze”, altro grande classico accolto da un lungo applauso.

L’ultima pagina dello spettacolo è affidata all’immancabile “La canzone del sole”. Fin dalle prime note il pubblico si alza in piedi, trasformando il Parco di San Giovanni dei Fiori in un unico grande coro. Il celebre ritornello viene cantato all’unisono da centinaia di persone, che accompagnano la band fino all’ultima nota in un clima di autentica festa.

Lunghi applausi, sorrisi e una standing ovation salutano la conclusione di uno spettacolo che ha saputo ripercorrere con rispetto, qualità musicale e grande coinvolgimento emotivo il repertorio di Lucio Battisti e Mogol. Un successo pieno per il Lucio Battisti Tribute Show e per la rassegna “Musica nelle sere d’estate”, che ancora una volta ha regalato alla città di Oristano una serata di musica capace di unire generazioni diverse nel nome di uno dei più grandi cantautori italiani.

Michele Vacca

Lucio Battisti Tribute Show © Michele Vacca 2026
Lucio Battisti Tribute Show © Michele Vacca 2026
Lucio Battisti Tribute Show © Michele Vacca 2026
Lucio Battisti Tribute Show © Michele Vacca 2026

Chi siamo Michele Vacca

Michele Vacca, nato e residente a Oristano, è un fotografo con quasi 50 anni di esperienza. La sua solida formazione nella fotografia analogica e l'approccio digitale gli hanno permesso di esplorare nuove possibilità creative. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 2015, ha partecipato attivamente a mostre collettive, pubblicazioni e proiezioni personali. Membro del consiglio direttivo dell'Associazione Culturale Fotografica Dyaphrama di Oristano, di cui fa parte dal 1997, si impegna nell'organizzazione di mostre, workshop e nella formazione. Ha realizzato numerosi reportage in Europa, pubblicati su riviste, libri, calendari ed esposti in mostre. La sua passione per la fotografia si riflette anche nei suoi articoli su reportage, concerti, cultura e tradizioni. Facebook: https://www.facebook.com/michelevacca.or

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