L’Ardia di Sedilo, una prova di fede e coraggio

Sedilo è nota in tutta l’isola per la festa in onore di San Costantino Imperatore che vi si celebra dal 5 al 7 luglio di ogni anno. Luogo della festa è l’omonimo santuario, distante circa un chilometro dall’abitato: qui – come dice il sedilese – Curren s’ardia.

Nei giorni stabiliti, questi luoghi si animano come non mai. Lo testimoniamo i letterati, i poeti e gli studiosi che si sono avvicendati nella lettura di una delle più vivide manifestazioni della cultura popolare sarda. Il clou della festa che coinvolge in pratica tutti i sedilesi è rappresentato dall’Ardia.

Il giorno 6, al pomeriggio, l’alfiere designato, che a suo tempo aveva iscritto il proprio nome nel registro delle promesse tenuto dal parroco, accompagnato da numerosi cavalieri, riceve dallo stesso sacerdote lo stendardo di broccato, di colore giallo, detto appunto sa pandela de Sant’Antinu, che dovrà proteggere durante la corsa, senza che nessun cavaliere lo superi, disonorandolo.

Un momento dell'Ardia (foto di Bruno Atzori)
Un momento dell’Ardia (foto di Bruno Atzori)

Ai due assistenti (di provata lealtà, esperienza e abilità) – scelti dal capocorsa – vengono assegnate, nell’ordine e gerarchicamente, una bandiera rossa ed una bianca.

A mantenere l’ordine nella corsa ci penseranno sas iscortas. Ogni pandela sceglie, infatti, a propria discrezione, i cavalieri che vigilino facendo uso del vessillo rosso consegnato dal parroco. Sas iscortas servono a evitare, se necessario con la forza, che la prima bandiera venga superata. Le scorte e i due assistenti (pandeleddas) devono vantare la fiducia indiscussa del capocorsa, che è appunto detto sa prima pandela. Parroco, sindaco, pandelas, scorte, cavalieri accompagnati dai fucilieri (che scandiscono i momenti più significativi della corsa, nelle vesti di servizio d’ordine) percorrono a cavallo la strada principale.

La chiesa di San Costantino fu costruita, nelle forme attuali, alla fine del 1700, sulla stessa area dove probabilmente sorgeva la più antica chiesa dedicata alla Madonna di Nordai: questo era infatti il nome del territorio dell’antico villaggio medievale denominato Busurtei. Nel 1912 l’interno della chiesa subì un vistoso maquillage delle pareti e nell’immediato secondo dopoguerra furono apportate delle modifiche all’arco principale, sotto il quale transitano i cavalieri dell’Ardia.

Dal 31 agosto 1987 San Costantino è riconosciuta come Santuario diocesano della Diocesi di Alghero-Bosa. Come tale, questo tempio mostra al proprio interno i segni tipici della devozione popolare. Il santo venerato a Sedilo è apportatore di grazie ed è invocato contro la malattia fisica e spirituale. Ecco allora, alle pareti, centinaia di ex voto: bandiere, ricami, cuori argentei, cere, quadri.

Il percorso dell'Ardia
Il percorso dell’Ardia (disegno di Mauro Ferreri)

La storia della devozione al Santo-Imperatore si può leggere anche così. La semplicità e la povertà di certe offerte è la prova del legame profondo e mistico, fra il Santo dispensatore di grazie e il fedele che a Sedilo ha avuto la grazia di tornare per sciogliere il voto.

San Costantino richiama fedeli da tutta l’Isola ed il culto del Santo-Imperatore è attestato fin dall’epoca bizantina. Sono numerose le tracce risalenti alla cultura orientale cristiana: archeologia, culti religiosi, festività, devozione ai santi, lingua e toponimi caratterizzano la grecità del territorio. Questo dato lo confermano, tra l’altro, i segni della devozione a Santi di origine orientale, come Basilio, Vittoria di Cappadocia, Gregorio, Nicola, Andrea, oltre, naturalmente, a quella per lo stesso Costantino.

Nelle giornate dell’Ardia l’afflato religioso raggiunge toni mistici e coinvolge giovani e meno giovani, fin dalle prime luci del giorno. Migliaia di candele sono offerte, come segno di speranza o di grata riconoscenza. Le feste in onore del Santo-Imperatore si aprono non a caso con la celebrazione della Messa, e così si chiudono, nella domenica dedicata all’Ardia corsa a piedi. Proprio a piedi, ancora oggi, raggiungono il Santuario numerosi pellegrini che, come quelli di Bono, trascorrono la notte del 4 luglio in strada, pur di arrivare al sorgere del sole al Santuario.

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