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BIENNALE DI ROMA 2018 – selezione artisti sardi

“Biennale d’arte internazionale Roma, tappa unica regione Sardegna” Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu” Strada Lunamatrona-Collinas snc Info 070 9341009

 

Artisti selezionati e proroga mostra fino al 30 giugno 2017

Sono tre le opere selezionate per la XII Mostra d’Arte Internazionale che si svolgerà dal 20 al 29 gennaio 2018 presso le prestigiose “sale del Bramante” in Roma.
La giuria tecnica composta dagli esperti Giuseppe Manias, Daniela Madau, Anna Sanna, Ilaria Giacobbi e Paolo Sirena, in relazione alla scelta ha fornito le seguenti motivazioni:

Opera n.1

“Dalla serie Sancta Sanctorum 5 Heremitam” di Ettore Aldo del Vigo
“Per l’inquietante perfezione tecnica che ci fa riflettere sulla vacuità della vita, in questo periodo in cui, l’incertezza delle politiche internazionali, riporta il nostro “io” a riflettere su se stesso. L'”Io” che esce da se stesso per ritornare in se. Anche la disposizione del protagonista, San Girolamo, trasmette la continua necessità di riflessione e riscoperta dell’ “Io”.

Opera n.2

“Corpetto femminile” di Roberto Ziranu
“Per l’eleganza e lo stile di una forma nuova forgiata dal ferro, sapientemente modellata da un artista, giunto alla quinta generazione di fabbri, e perché in quest’opera si rappresenta l’essenza universale della femminilità in chiave sarda”.

Opera n.3

“Texidos” Maria Grazia Medda
“Per quel calore che emana, dato dalla scelta di combinare tessuti diversi della tradizione sarda composti organicamente in una struttura di matrice orientaleggiante che, unisce nell’universalità dell’arte, mondi apparentemente lontanissimi”.

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Tutte le 46 opere della collettiva “Biennale d’arte internazionale Roma, tappa unica Regione Sardegna”, potranno essere ammirate nel Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu” (Museo Sa Corona Arrùbia) fino al 30 giugno 2017.
Un’ulteriore occasione, visto il grande riscontro di pubblico, per visitare la mostra scaturita dall’idea dell’Associazione Morsi d’arte, il Ciac e il Consorzio Turistico Sa Corona Arrùbia.

Gli artisti partecipanti sono:
Fazio Serena, Triverio Andrea, Giovanna Macciocco, Cesare Cabiddu, Giorgio Corso, Marisa Mura, Deserra Mario, Stefano Pani, Roberto Ziranu, Giovanni Paddeu , Piermario Laddomata, Giovanni Mattu, Clay Ferrarese, Gavino Piana, Patrizia Palitta, Orlando Tocco, Luigi Curreli, Ettore Aldo Del Vigo, Mariacecilia Angioni, Ilaria Aprile, Maria Cristina Fasulo, Walter Mura, Francesco Cadeddu, Fabio Alfonso, Stefano Masili, Lorenzo Stea, Federico Fadda, Alberto dal Cerro, Ugo Serpi, Mario Biancacci, Tiziana Chelo, Andrea Milia, Ana Maria Serna , Elfriede Daeuber, Antonio Milleddu, Gianni Lardieri, Maria Grazia Medda, Marina Desogus, Roberto Montisci, Mercedes Pitzalis, Stefani Nicolamme, Maria Rosanna Cafolla, Neuma Project (Cinzia Carrus e Nicola Marongiu), Silvia Fogu, Magnum Caos, Severino Braccialarghe.

Orari apertura Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu”

Lunedì 15.00-19.00
Dal Martedì al Giovedì 9.00-13.00; 15.00-19.00
Venerdì, Sabato e Domenica Orario continuato dalle 9.00 alle 19.00

Per informazioni e prenotazioni 070/9341009 museoterritoriale@gmail.com


Ufficio di Coordinamento
Tel. 070/9341009 Fax 070/9341135
www.museocoronarrubia.it

Caravaggio e i Caravaggeschi

 Sassari palazzo Ducale, una mostra di  Vittorio Sgarbi

Esattamente un anno fa nel libro Il punto di vista del cavallo Vittorio Sgarbi spiegava ai suoi lettori la ragione per cui il nobile quadrupede è il vero protagonista della celebre, caravaggesca “Conversione di San Paolo”, disarcionato e convertito al cristianesimo sulla via di Damasco. Ad un anno di distanza i cavalli sembrano essere diventati due e sono quelli, scalpitanti, che scortano lo stemma della città di Sassari: in omaggio, appunto, al podestà genovese Cavallino de Honestis, sotto il cui governo il capoluogo turritano divenne finalmente nel Trecento un libero Comune. Un comune dall’indubbia storia culturale, prestigiosa, che dal 26 giugno al 30 ottobre 2015 ospita, nella rinnovata sala Duce di Palazzo Ducale, la mostra La pittura di realtà. Caravaggio e i caravaggeschi. Protagonista è una straordinaria ‘rotella’ caravaggesca con una trentina di importanti opere della ‘pittura di realtà’: primo sensibile contributo della neonata associazione “Sassari Rinascimento”, artefice della prestigiosa iniziativa. Il nuovo motore della cultura cittadina, presieduto da Giovanni Nurra e con la direzione artistica dell’antiquario Luciano Serra,  vanta la presidenza onoraria di Attilio Mastino ed ha attinto da gallerie pubbliche e prestigiose collezioni private per questa grande vetrina ispirata all’età di Michelangelo Merisi ed ai seguaci di un “bel dipingere” che restituisce centralità all’uomo e alla natura dopo secoli di iconografia classica.

Caravaggio

L’esposizione è la prima di un ambizioso progetto, che indica un nuovo polo museale alla geografia delle mostre del Belpaese, attraverso alcuni appuntamenti periodici con la grande arte italiana ed internazionale di ogni epoca. Vittorio Sgarbi l’ha curata ed ovviamente inaugurata, presentandola al pubblico sassarese, lui che di presentazioni non sembra avere bisogno: laureato in filosofia con specializzazione – manco a dirlo – in storia dell’arte all’Università di Bologna, già Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Assessore alla Cultura del comune di Milano, curatore delle più importanti mostre d’arte sul territorio nonché autore di numerosi volumi di storia e critica dell’arte.

Come quello che spiega appunto il genio di Michelangelo Merisi da Caravaggio visto “dal basso”, dalla prospettiva di un cavallo che vede giacere a terra il futuro fondatore del cristianesimo, il superbo Saulo di Tarso. Superbo sino a quando la luce della conversione che Caravaggio dipinge in quell’opera non lo rende, all’improvviso e miracolosamente,umile. E perciò inondato di umana realtà.


Ora vorrei fare la mia personale considerazione.
Entrare a vedere una mostra di pittura è sempre un’emozione, vedere quella dedicata al Caravaggio lo è ancora di più, per la sua unica, purtroppo, opera esposta, ma anche per lo spazio dedicato a gli artisti che da lui hanno tratto ispirazione, utilizzando la luce come elemento fondamentale della pittura. Quindicimila sono stati i visitatori che in quattro mesi hanno visitato la galleria d’arte.
Il Caravaggio è stato anche per me fonte di ispirazione e mi perdonerà se mi sono permesso di trarre spunto dal suo Bacco per realizzare il ritratto che vi sottopongo.
Il ritratto è stato fatto in occasione di un concorso che ha come scopo la promozione del vino Vernaccia che è il vino che compare nella composizione. Tutti gli elementi sono di produzione strettamente del territorio della DOC e chi interpreta il Bacco è un famoso produttore. La fotografia ha vinto il 1° premio al concorso “Cavatappi di idee” 2014. Chiedo scusa anche a Vittorio Sgarbi per questa intrusione, ma non ho saputo resistere nel presentare la mia opera fra quelle degli artisti Caravaggeschi.
Bruno Atzori

perbacco