Caravaggio e i Caravaggeschi

 Sassari palazzo Ducale, una mostra di  Vittorio Sgarbi

Esattamente un anno fa nel libro Il punto di vista del cavallo Vittorio Sgarbi spiegava ai suoi lettori la ragione per cui il nobile quadrupede è il vero protagonista della celebre, caravaggesca “Conversione di San Paolo”, disarcionato e convertito al cristianesimo sulla via di Damasco. Ad un anno di distanza i cavalli sembrano essere diventati due e sono quelli, scalpitanti, che scortano lo stemma della città di Sassari: in omaggio, appunto, al podestà genovese Cavallino de Honestis, sotto il cui governo il capoluogo turritano divenne finalmente nel Trecento un libero Comune. Un comune dall’indubbia storia culturale, prestigiosa, che dal 26 giugno al 30 ottobre 2015 ospita, nella rinnovata sala Duce di Palazzo Ducale, la mostra La pittura di realtà. Caravaggio e i caravaggeschi. Protagonista è una straordinaria ‘rotella’ caravaggesca con una trentina di importanti opere della ‘pittura di realtà’: primo sensibile contributo della neonata associazione “Sassari Rinascimento”, artefice della prestigiosa iniziativa. Il nuovo motore della cultura cittadina, presieduto da Giovanni Nurra e con la direzione artistica dell’antiquario Luciano Serra,  vanta la presidenza onoraria di Attilio Mastino ed ha attinto da gallerie pubbliche e prestigiose collezioni private per questa grande vetrina ispirata all’età di Michelangelo Merisi ed ai seguaci di un “bel dipingere” che restituisce centralità all’uomo e alla natura dopo secoli di iconografia classica.

Caravaggio

L’esposizione è la prima di un ambizioso progetto, che indica un nuovo polo museale alla geografia delle mostre del Belpaese, attraverso alcuni appuntamenti periodici con la grande arte italiana ed internazionale di ogni epoca. Vittorio Sgarbi l’ha curata ed ovviamente inaugurata, presentandola al pubblico sassarese, lui che di presentazioni non sembra avere bisogno: laureato in filosofia con specializzazione – manco a dirlo – in storia dell’arte all’Università di Bologna, già Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e Assessore alla Cultura del comune di Milano, curatore delle più importanti mostre d’arte sul territorio nonché autore di numerosi volumi di storia e critica dell’arte.

Come quello che spiega appunto il genio di Michelangelo Merisi da Caravaggio visto “dal basso”, dalla prospettiva di un cavallo che vede giacere a terra il futuro fondatore del cristianesimo, il superbo Saulo di Tarso. Superbo sino a quando la luce della conversione che Caravaggio dipinge in quell’opera non lo rende, all’improvviso e miracolosamente,umile. E perciò inondato di umana realtà.


Ora vorrei fare la mia personale considerazione.
Entrare a vedere una mostra di pittura è sempre un’emozione, vedere quella dedicata al Caravaggio lo è ancora di più, per la sua unica, purtroppo, opera esposta, ma anche per lo spazio dedicato a gli artisti che da lui hanno tratto ispirazione, utilizzando la luce come elemento fondamentale della pittura. Quindicimila sono stati i visitatori che in quattro mesi hanno visitato la galleria d’arte.
Il Caravaggio è stato anche per me fonte di ispirazione e mi perdonerà se mi sono permesso di trarre spunto dal suo Bacco per realizzare il ritratto che vi sottopongo.
Il ritratto è stato fatto in occasione di un concorso che ha come scopo la promozione del vino Vernaccia che è il vino che compare nella composizione. Tutti gli elementi sono di produzione strettamente del territorio della DOC e chi interpreta il Bacco è un famoso produttore. La fotografia ha vinto il 1° premio al concorso “Cavatappi di idee” 2014. Chiedo scusa anche a Vittorio Sgarbi per questa intrusione, ma non ho saputo resistere nel presentare la mia opera fra quelle degli artisti Caravaggeschi.
Bruno Atzori

perbacco

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