Orziadas, il sapore del mare

Uno dei piatti più richiesti in questo periodo in Sardegna sono le orziadas, ovvero gli anemoni di mare, imperdibili soprattutto fritti

Il sapore del mare: non ci sono altri modi di descrivere le orziadas, o otziadas, come vengono chiamate nella zona dell’oristanese.

Se visitate la Sardegna in questo periodo e capitate in un buon ristorante di mare controllate che sul menù ci siano le orziadas, soprattutto nella versione più diffusa e ricercata, ovvero insemolate e fritte. Se non ci sono, chiedete. Vengono pescate manualmente e non sempre si riescono a trovare. In alcuni mercati del pesce vengono vendute surgelate, oppure potete sempre chiedere a un amico pescatore.

Da crude forse non hanno un aspetto molto invitante, ma una volta cucinate sono deliziose e prelibate. Assieme a cozze, ricci, ostriche e calamari fritti, le orziadas sono tra quei piatti imperdibili per chiunque apprezzi i sapori autentici del mare.

Anemonia sulcata, l’anemone di mare

Tra i piatti a base di orziadas che abbiamo provato in giro per l’isola segnaliamo:

  • Orziadas fritte
  • Spaghetti con orziadas e bottarga di muggine
  • Pizza bianca con orziadas (con aggiunta di bottarga o ricci)
  • Crostini con crema di orziadas
  • Spaghetti con orziadas e pomodorini

Il nome scientifico dell’orziadas è Anemonia sulcata, comunemente chiamata anemone di mare, una specie di attinie molto diffuse nel Mediterraneo. Hanno un diametro di circa 5 centimetri e dei lunghi tentacoli colorati e urticanti. Vengono raccolte staccandole dal substrato del fondo marino con una lama o una forchetta, una tecnica di pesca non consentita nelle aree protette.

Dove mangiare le orziadas: gli anemoni di mare fanno parte dei piatti tipici sardi ed è possibile trovarli nei migliori ristoranti di mare della costa. Sono molto diffusi soprattutto a Cagliari e nell’oristanese.

Per quanto forse meno diffusi, sono cucinati anche nella penisola italiana dove sono conosciuti con i diversi nomi regionali. Inoltre sono una specialità anche nella cucina andalusa, in Spagna, dove sono note come “ortiguillas”.

6 comments on “Orziadas, il sapore del mare

  1. Ne ho sempre viste a bizzeffe sott’acqua e lungo gli scogli (soprattutto in presenza di misto scogli-ciottoli). Mi sono sempre domandato se fossero commestibili come la quasi totalità delle cose che ci offre il nostro meraviglioso mare e il mare in generale. Ne ho avuto la conferma oggi. In Sicilia ce ne sono parecchie e le chiamano “ogghiu a mari”, “olio a mare” probabilmente per il fatto che sono urticanti e “bruciano” come l’olio bollente (a mio fratello, a 2 anni, lasciarono dei segni e dei buchini, cicatrici, sulla gamba e su un piede perché una di queste anemoni gli si attaccò mentre aveva immerso i piedini a mollo seduto su uno scoglio). Mi sto documentando in proposito e mi andrebbe di cucinarle ma spulciando in internet ho letto anche che dovrebbero essere considerate specie protetta, o almeno, ho trovato poco al riguardo. Se così, mi dispiacerebbe pescarle. Indagherò, anche perché del mare ho assaggiato di tutto (tranne i datteri, per ovvi motivi etici e per l’ambiente).

  2. cosimo rizzo da parabita in provincia di lecce, le anemoni di mare e da tanti anni che le mangio e dico che soltanto chi non le conesce non sa cosa si perde, solo alcuni pescatori sanno come prenderle e bisogna apprezzarle e anche pagare il giusto compenso ma ne vale proprio la pena gustarle con la pastella fritte hanno tutto il sapore del mare ciao.

  3. Avevo scritto prima. Ne ho raccolte una dozzina l’estate scorsa. Infarinate e fritte. Squisite. Hanno un sapore molto intenso, non so a cosa si possa paragonare. Ho mangiato pure la pasta (ho visto la ricetta su un altro sito), con pomodoro e orziadas, ottima.

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