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A VERONA IN FIERACAVALLI PRESENTATA L’IPPOVIA “SULLA ROTTA DEI GRIFONI

Presentata oggi in anteprima l’Italia a cavallo, volume con 21 itinerari per scoprire le bellezze del Paese dall’alto di una sella. Il progetto nasce dalla collaborazione di Fieracavalli e Touring Club Italiano (TCI), curato dai giornalisti Luca Fraioli e Federica Lamberti Zanardi. In Italia l’equiturismo è un fenomeno in crescita, con un bacino di 1,5 milioni di potenziali appassionati, e rappresenta un settore che vale oltre 900 milioni di euro, con 4.500 strutture attrezzate.

C’è anche la Sardegna rappresentata con l’Ippovia “Sulla rotta dei grifoni” che parte dalla provincia di Oristano, loc Putzu Idu, marina di San Vero Milis per arrivare ad Alghero, passando da Bosa, dove volano i Grifoni. Un’ippovia voluta e realizzata da ENGEA Sardegna, che ha avuto anche la certificazione ISO 9001 come percorso turistico nel rispetto del benessere animale.

Verona, 5 novembre 2015 – Un viaggio a cavallo dal Trentino alla Sicilia, lungo tutto lo Stivale, passando anche per la Sardegna, raccontato in 192 pagine con 21 itinerari per oltre 4mila chilometri di sentieri, sterrate, interpodali e viottoli tracciati, 150 indirizzi tra maneggi, centri ippici e agriturismi e più di 150 foto che illustrano luoghi di straordinaria bellezza da vivere in sella. Sono questi i numeri dell’Italia a cavallo, la prima guida di turismo equestre realizzata da Fieracavalli ed edita dal Touring Club Italiano.
Alla Fiera di Verona, nella giornata inaugurale della 117ª edizione della più importante manifestazione dedicata al mondo equestre (www.fieracavalli.it), il volume è stato presentato in anteprima assoluta da Lamberto Mancini e Arianna Fabri, rispettivamente direttore generale e direttore Sviluppo e Marketing del Touring Club Italiano, insieme agli autori della guida, i giornalisti Luca Fraioli e Federica Lamberti Zanardi. Con loro Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, presidente e direttore generale di Veronafiere, Giuseppe Castiglione, sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e Elenoire Casalegno, madrina di Fieracavalli 2015.
«Fieracavalli – ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – supporta da sempre il mondo equestre, sviluppando progetti e immaginando nuove opportunità per un futuro in cui il cavallo continui a rappresentare una parte importante. Tra i driver di crescita che abbiamo individuato nell’edizione 2015, oltre allo sport ci siamo concentrati sull’equiturismo, dando vita a questa inedita collaborazione con il Touring Club Italiano».

I numeri dell’equiturismo – L’Italia a cavallo è uno strumento pensato per i 120mila equituristi assidui in Italia, con l’obiettivo di allargare la pratica di questa forma di turismo slow e sostenibile anche al bacino degli oltre 1,5 milioni di cavalieri e appassionati presenti nel Paese. Trascorrere un fine settimana o la vacanza a cavallo rappresenta un fenomeno in crescita, con 4.500 tra agriturismi e maneggi già attrezzati per fornire questo servizio e con un fatturato che nel 2014 ha superato i 900 milioni di euro.
«Nata da un’idea di Fieracavalli a completamento delle proposte legate al turismo equestre e per dare nuovo slancio ed impulso a questo settore trainante anche per l’allevamento – ha commentato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –, la guida Italia a Cavallo ha già rivelato il successo del binomio vincente Fieracavalli-Touring Club Italiano, sottolineando quell’affinità naturale che lega cavallo, uomo e territorio».

La guida – La pubblicazione del Touring Club Italiano è il un punto di partenza per chi vuole scoprire dall’alto di una sella le bellezze dell’Italia. La descrizione dei percorsi, tappa per tappa, illustra i territori attraversati, i punti dove sostare e le strutture ricettive per cavalli e cavalieri, offrendo tutti gli elementi per orientarsi lungo il cammino.
Il volume, in vendita in anteprima durante i giorni di fiera, è inoltre arricchito da una sezione introduttiva con consigli pratici per programmare la propria vacanza a cavallo e due interviste a personaggi d’eccezione: Andrea Bocelli e Oliviero Toscani. Nella parte finale si trova, invece, una selezione di strutture attrezzate e di qualità da provare lungo in viaggio.
«Il Touring Club Italiano – ha spiegato il suo direttore generale, Lamberto Mancini – si impegna per lo sviluppo del turismo sostenibile e dello “slow travel” lungo le bellezze del nostro Paese, a piedi, in bicicletta e d’ora in poi anche a cavallo. La manifestazione che si apre oggi con la presentazione della nostra guida Italia a cavallo, in collaborazione con Fieracavalli, è la dimostrazione di una tendenza turistica in forte crescita, che riporta l’attenzione verso un modo di viaggiare consapevole, attraverso i territori in tutte le loro declinazioni, per un’esperienza ricca e, al tempo stesso, valoriale».

Gli itinerari – I percorsi recensiti nella guida dai Luca Fraioli e Federica Lamberti Zanardi sono 21. Si sale in sella all’ombra delle Pale di San Martino, in Trentino, si passa sotto l’Arena di Verona, si cavalca sugli argini del Po e, attraversando l’Appennino Tosco-Emiliano, ci si affaccia in Liguria e poi su fino ai vigneti delle Langhe e del Monferrato. Ma si può scendere anche a sud, lungo le Gole del Furlo, nelle Marche e nei luoghi di San Francesco sui Monti Sibillini. Dalla Maremma fino a Roma tra tombe e insediamenti etruschi, seguendo il “Sentiero di San Benedetto”, che tocca il Sacro Speco di Subiaco, la Certosa di Trisulti, l’Abbazia di Montecassino. Oppure si segue la Linea Gustav, tracciata dai tedeschi tra Adriatico e Tirreno per ostacolare l’avanzata delle truppe alleate verso Roma durante la seconda guerra mondiale. Quindi ancora più a sud, lungo i tratturi che per millenni hanno visto greggi e pastori viaggiare tra i pascoli invernali della Puglia e quelli estivi in quota. Si arriva sul mare del Gargano e da lì si taglia la Penisola per arrivare sul Tirreno nel Parco del Cilento. Una puntata sul Pollino in Calabria per arrivare in Sicilia, dove si esplorano i monti degli Ebrodi e delle Madonie, ma dove soprattutto si può sperimentare l’esperienza unica di cavalcare tra le lave dell’Etna. E per finire il mare, quello straordinario dell’Isola d’Elba, la cui storia si incrocia con quella di Napoleone e dell’industria mineraria, e quello spettacolare della Sardegna occidentale.

La Valigia in sella al padiglione 4 – A Fieracavalli, quest’anno, prende vita un vero e proprio tour virtuale d’Italia. Il padiglione 4, infatti, ospita un book store targato Touring Club Italiano (stand C2) dove, venerdì 6 novembre – dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15 alle 16.30 – e sabato 7 novembre – dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00 – i viaggi recensiti prenderanno vita grazie alle parole dei protagonisti, permettendo a tutti gli appassionati di orientarsi su vacanze, percorsi e viaggi da fare a cavallo e di acquistare in anteprima la guida, in vendita poi nelle librerie dalla primavera 2016.

Venerdì 6 novembre
Ore 11.00 – percorso da Ravenna a Verona
Ore 11.20 – percorso sulla via Marenca
Ore 11.40 – percorso sull’Antica via Clodia
Ore 12.00 – percorso Manfredonia e Maratea
Ore 15.00 – percorso sulla via Alpina dei Cavalli
Ore 15.25 – percorso da Piacenza a Setola
Ore 15.50 – percorso nel Parco della Majella
Ore 16.10 – percorso sulla rotta dei Grifoni

Sabato 7 novembre
Ore 11.00 – percorso Isola d’Elba e Toscana
Ore 11.25 – Ippovia del Trentino Orientale
Ore 11.45 – percorso nei Tratturi
Ore 12.05 – percorso sulla Transappenninica settentrionale
Ore 15.00 – percorso alle Cinque Terre e sui monti liguri
Ore 15.25 – percorso sui sentieri di San Benedetto
Ore 15.50 – percorso dal Monferrato ai Sibillini
Ore 16.20 – Transiciliana

Scarica lo speciale TURISMO EQUESTRE IN PROVINCIA DI ORISTANO

Mezzamaratona del Giuducato – Oristano

La prima Maratona del Giudicato si è svolta su circuito unico, completamente asfaltato, pianeggiante e con poche curve, si è prestato ad ottenere prestazioni cronometriche di alto livello. Come da regolamento FIDAL sul percorso erano presenti quattro  punti di ristoro (Km 5, Km 10, Km 15, Km 20) e tre punti di spugnaggio (Km 7.5, Km 12.5, Km 17.5). Il percorso interamente chiuso al traffico, con i soli mezzi ammessi autorizzati dalla FIDAL, presidiato e ben segnalato con cartelli indicanti i chilometri percorsi. La partenza è avvenuta dal suggestivo portico di Su Brocciu, da cui partono le pariglie della Sartiglia, e, dopo un piccolo giro nel centro storico, si è percorso il ponte sul fiume Tirso per dirigersi al santuario della Madonna del Rimedio. Da qui si è proceduto in direzione Torregrande verso il Pontile e costeggiata la pineta si è percorso il bel lungomare fino alla torre. Il rientro verso la città attraverso il nuovo ponte di Brabau dalla zona di Sa Rodia. Nuovo suggestivo giro per le principali vie del centro storico ed arrivo nel punto in cui è posizionata la stella durante la Sartiglia.

Claudia Pinna (1:17:41) e Oualid Abdelkader (1:09:46) si aggiudicano la prima edizione della mezza maratona del Giudicato di Oristano

Al link sottostante i risultati completi della mezza maratona del Giudicato di Oristano, 718 atleti classificati nella corsa competitiva su 814 partenti.

SDAM Il cronometraggio è stato effettuato dallla società SDAM

Circa 400 i partecipanti alla corsa non competitiva

Sotto il link per visualizzare le foto della gara.

https://www.flickr.com//photos/obiettivosardegna/sets/72157643590763253/show/

Se desideri una copia delle foto manda una e-mail grafica@studioabc.it col numero della foto che ti interessa e ti diremo come fare per averla.

 

35° discesa in canoa sul fiume Tirso

Photo: Bruno Atzori © (per richiedere copie delle foto scrivere a grafica@studioabc.it)

Sabato 24 e Domenica 25 agosto 2013 si è svolta la 35° Discesa Ecologica del Fiume Tirso, appuntamento tradizionale dei canoisti sul tratto di fiume che va dal ponte grande dell’ingresso nord di Oristano e si conclude alla foce del fiume.
Il Circolo Nautico di Oristano, comitato organizzatore dell’evento, continua a credere nel più grande fiume sardo e moltiplica le enrgie affinchè si tratti di un’altra edizione record della manifestazione.
Con le sue 34 edizioni alle spalle è la più antica manifestazione canoistica in Sardegna.
Come ogni anno comunque l’obbiettivo primario della manifestazione è quello di far godere ai partecipanti uno splendido scenario fluviale per ricordare a tutti le potenzialità e le risorse economiche, ambientali e culturali del nostro caro e trascurato fiume, un patrimonio fluviale che, se ben organizzato, potrebbe giovare all’economia e all’immagine della città di Oristano.
Tutte le Città che si affacciano sui fiumi, ne hanno tratto giovamento e ricchezza e si spera che anche Oristano possa fare possa utilizzare al meglio questo patrimonio naturale.

Un serpentone di crocieristi con i bastoncini in giro per Cagliari

Sembrava una marea di strana gente con i bastoncini in mano, che come un grasso serpentone andava in giro per Cagliari!
Le macchine si fermavano garbatamente per guardarli incuriositi ed altri passanti chiedevano continuamente che sport stessero facendo. Siamo nordic walker e siamo venuti a farci un giro per conoscere la vostra città, rispondevano quasi stupiti della domanda il centinaio di presenti.

Il 9 gennaio 2013, Cagliari (e la Sardegna) ha conosciuto per la prima volta in maniera così massiccia e palese uno dei “fenomeni culturali” del momento, il nordic walking, praticato nella quotidianità della vita cittadina ed anche turistica. I partecipanti erano originari di quattro nazioni differenti e provenivano da tutt’Italia.
Ovunque si parla oramai dell’attività fisica come un farmaco da prescriere in ricetta medica, ed in molti luoghi questo avviene già. Lo sa bene il dott. Patrizio Hermes Barbon, medico veneto che abitualmente opera in questo senso con i suoi pazienti. E’ stato lui uno dei promotori dell’iniziativa per conto dell’americana Forever Living Products: azienda leader mondiale dei trattamenti naturali a base di Aloe Vera.

Tutto è iniziato a bordo della nave, dove è stata effettuata la formazione sui benefici del nordic walking, abbinato ad un corretto e sano stile di vita. Quindi per la fruizione della Città di Cagliari sono intervenute le Guide Turistiche Iscritte all’Albo RAS e gli Istruttori di Nordic Walking della sede cagliaritana della scuola Nordic Walking Sardegna.
Grande la soddisfazione di tutti i partecipanti e degli organizzatori, sia per la bellezza dei panorami sulle lagune e dei monumenti visitati, che per la vitalità dei quartieri di Stampace e Marina. Molto apprezzato anche il percorso individuato: un anello urbano, che, con una alternanza di allenanti salite e defaticanti pianori, ha permesso ai presenti di tonificarsi allegramente e conoscere alcuni tratti salienti della città vecchia. Uno degli Istruttori del team di accoglienza è Manuel Rosso, un operatore turistico veneto con importante curriculum agonistico, che ha scelto di lavorare con la scuola Nordic Walking Sardegna. Al termine delle attività, mentre tutti assieme ci si concede una buona degustazione tipica sarda alla Marina, ci dice: “avevo preannunciato al gruppetto dei miei corregionali che fare nordic walking per Cagliari sarebbe stato fantastico, sono fiero di avere mantenuto la promessa”.

Una collaborazione fortunata basata sul “benessere delle persone”, nuova frontiera dell’incooming turistico che, se ben supportata, potrà rappresentare un ulteriore attrattore per Cagliari. Successo che intanto ha portato alla conferma che la Forever Living Products quest’anno sceglierà la Sardegna anche per l’Eagle Menagers Retreat (dal 23 al 26 maggio 2013): un’evento globale in cui parteciperanno tutti gli Incaricati di maggior successo dell’azienda a livello mondiale. “Un’altra piccola luce accesa sulla nostra bellissima Cagliari” dice Manuele Levanti (Lugori Scarl ed organizzatore dell’attività).

Tutte le attività legate al binomio Nordic Walking & benessere sono rese disponibili tutto l’anno ed in tutta la Sardegna, sia nel week end che nei giorni infrasettimanali, accedendo alla pagina eventi futuri sul sito www.nordicwalkingsardegna.com Laureati in scienze motorie ed esperte guide vi alleneranno nei parchi cittadini e vi condurrano alla scoperta di un territorio non a caso meta ambita dei turisti di tutto il mondo.

Immagini dell’evento: Foto 1 – Foto 2 – Foto 3 – Foto 4 – Foto 5 – Foto 6 – Foto 7 – Foto 8

Per ulteriori info, foto e commenti

Manuele Levanti
Consigliere Nazionale dell’Associazione Nordic Walking Italia
tel. 370.1042581

Il Sinis e i suoi tesori: la lavanda

Viaggio nel Sinis, alla scoperta della natura, l’avifauna, la storia, l’archeologia, le tradizioni, l’enogastronomia, il mare… i profumi e i colori.

Inizia da quest’articolo un viaggio nel Sinis, territorio esclusivo e ineguagliabile che racchiude i paesi di Cabras, Riola, Nurachi, Baratili, San Vero Milis e Tramatza.

Il Sinis, da qualsiasi parte lo leggi o l’osservi, rimane sempre unico e misterioso, capace di stupirti in ogni suo aspetto.

L’ingresso dell’azienda agricola di Elvio Sulas, nel Sinis di Riola Sardo, è segnalato da una grande pietra su cui è scolpito un grande grappolo d’uva, a ricordare che qui si produce un’ottima “Vernaccia” e una squisita “Nieddera”. Il profumo della lavanda mi inebria e la vista di quel campo viola mi entusiasma.

Parcheggio la macchina e mi avvio alla ricerca del padrone di casa. Un vociare allegro mi conduce a una tettoia di canne avvolta da foglie di vite. Sotto, uno splendido tavolo di pietra megalitica, su cui Elvio e i tagliatori di lavanda si concedono una sosta per il pranzo. Mi aggiungo a loro per uno spuntino tipico sardo, pane, pancetta, salsiccia, formaggio, torta salata e frutta di stagione e naturalmente un buon bicchiere di vino genuino.

Elvio, appassionato di archeologia e della storia dei templari mi racconta la storia della pietra miliare con le due P incise, che fa bella mostra ad un lato della tavola. Ma sulla storia dei templari nel Sinis approfondiremo in un prossimo articolo.

Ora è tempo di alzarsi e tornare a raccogliere la lavanda che, caricata sul furgone, partirà immediatamente per la distilleria da cui si otterrà un incredibile olio essenziale con molteplici proprietà curative. Più è breve il tempo fra il taglio e la distillazione e più è pregiato il prodotto ottenuto.

Fiorella Ferruzzi, creatrice di profumi miscelando oli essenziali naturali e biologici prodotti in Sardegna, ha creato “Orgìa”, il profumo della Sardegna, sviluppato olfattivamente intorno alle note fresche e profonde della macchia mediterranea, dal cisto al mirto, l’elicriso e la lavanda sarda vestita dalla sensualità di muschi, legni e resine.

 

Produzione certificata con il metodo biologico Reg CEE 834/2007

Tutto nasce un po’ per gioco, in primo luogo dalla passione per le piante officinali (in particolare lavanda ed elicriso, che crescono spontaneamente e caratterizzano con il loro inebriante profumo la macchia mediterranea sarda), e in secondo luogo da una scommessa con un amico che vive in Provenza per lavoro e che ospitando Elvio per una vacanza gli ha permesso di scoprire le sue bellissime piantagioni di lavanda. Passeggiando per le campagne francesi, respirando il profumo intenso della lavanda, affascinato dai colori del paesaggio, Elvio si chiede se non sia possibile coltivarla anche nella provincia di Oristano. Questo sogno si è trasformato oggi in una fiorente realtà. Tremila piantine di lavanda sono state impiantate in un terreno lungo la strada provinciale 66, in direzione Su Cuccuru Mannu. Nel 2009 e nel 2010 sono stati raccolti oltre 20 quintali di fiori, da cui sono stati estratti ben oltre 50 litri di olio essenziale purissimo.

PROPRIETA’ ED USI DELLA LAVANDA

Le infiorescenze e le foglie della lavanda sono molto ricche di un olio essenziale volatile, costituito da vari alcool terpenici e dai loro esteri. Il piu’ importante di questi è il linalolo, l’essenza responsabile delle principali proprietà terapeutiche della lavanda. Questi componenti sono presenti in maniera variabile nelle diverse specie di Lavandula ma quello più profumato si ottiene dalle specie Lavandula angustifolia Lavandula Stoechas.
Considerata fin dall’antichità rimedio irrinunciabile per molti mali, alla lavanda vengono riconosciute molteplici proprietà: antidepressiva, antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica, antireumatica, analgesica, decongestionante, insettifuga e rilassante. Il colore stesso della lavanda è considerato il colore del silenzio e della tranquillità, perciò è considerato un ottimo sedativo del sistema nervoso centrale: calma l’ansia, l’insonnia, l’agitazione e il nervosismo. La lavanda esercita un’azione riequilibratrice, essendo contemporaneamente tonica e sedativa. Può anche esercitare un’azione antisettica, cicatrizzante e disinfettante: l’infuso di lavanda si utilizza per lavare ulcere e ferite infette, accelerandone la cicatrizzazione, mentre l’olio allevia il dolore nelle bruciature e disinfiamma le irritazioni dovute a punture d’insetti. Inoltre manifesta proprietà antinevralgiche e antinfiammatorie (essendo utile nell’alleviare dolori reumatici di origine sia articolare che muscolare), e balsamiche (nel curare le affezioni del sistema respiratorio).
L’olio essenziale di lavanda, come l’infuso della stessa, è considerato un ottimo rimedio cosmetico.

Se vuoi saperne di più puoi contattare Elvio attraverso il numero di telefono 3338515498

Sito: http://www.elviosulas.it   Email: info@elviosulas.it

foto e testi di Bruno Atzori

 

Il Sinis e i suoi tesori, nei prossimi articoli:

Le famose spiagge di Is Aruttas formate di granuli di quarzo bianchissimo, gli stagni, ricchissime di pesci, soprattutto muggini dalle cui uova si prepara la famosa “Bottarga” e con le sue carni l’esclusiva “Mrecca” piatto tipico di Cabras.

Le zone umide sono il paradiso del Birdwatching dove si possono osservare fenicotteri, aironi, garzette, cavalieri d’italia, gru, polli sultani, avocette, falchi di palude e tanto ancora.

L’archeologia e la storia regna sovrana in tutto il territorio, dove si trovano tracce indelebili lasciate dal passaggio dei punici e dei fenici, e la città di Tharros ne è una testimonianza, le cui rovine si possono ammirare a San Giovanni nella penisola del Sinis.

Il Sinis è anche la zona della sardegna con la più alta concentrazione di nuraghi, se ne possono contare più di cento oltre a un famoso pozzo sacro.

Nel Sinis sono stati ritrovati i famosissimi giganti di “Mont’e Prama” enormi statue scolpite nella pietra arenaria, che raffigurano guerrieri, pugilatori e arceri, il cui restauro, durato trent’anni e ormai concluso, dovrebbe dare il via al ritorno dei reperti nel nuovo museo di Cabras. Siamo andati a trovarli nella loro sede provvisoria di Li Punti a Sassari dove sono stati restaurati con un lavoro durato trentanni.

Il Sinis è stato testimone anche del passaggio dei “Templari” guerrieri che facevano base nei monasteri di San Leonardo, Cuglieri e Bonarcado e percorrendo le vie franchigene, segnate da pietre miliari con il simbolo della doppia P si imbarcavano dal porto di Mistras per Roma e la Terra Santa.

Un’altra perla esclusiva di questa zona è un vino unico la “Vernaccia” coltivata solo nel Sinis da 3.500 anni, come gli ultimi scavi archeologici in loc. Sa Oche sulla strada SP1 a due chilometri da Torregrande ha confermato con il ritrovamento di semi di vernaccia. Quello  che si produce in questa zona è un vino unico nel suo genere, per metodo di vinificazione e di invecchiamento. Il suo colore paglierino, acquista un colore dorato quando è invecchiato e raggiunge alti livelli di qualità e bontà più passa il tempo nelle botti di rovere, tanto da diventare quasi un liquore dopo i trent’anni. La particolare vinificazione prevedeva di vendemmiare e pigiare immediatamente in vasche di pietra chiamate “Su laccu” direttamente sul terreno.

Di tutto questo vogliamo parlare negli articoli che andremo a proporvi, senza dimenticare l’enogastronomia e i piatti tipici della zona, unici e fantastici come tutto il territorio.

Terme in Sardegna: quali sono e dove sono

Numerose leggende testimoniano come le terme in Sardegna siano sempre stati luoghi di particolare attrazione per le popolazioni. I popolo sardi hanno sempre avuto una venerazione per l’elemento dell’acqua, così importante per la vita, e sono tante le testimonianze dell’assidua frequentazione di fonti e sorgenti, fin dai tempi dei nuragici. Ma se il culto per le acque termali rimanda al passato di epoche lontane, è proprio oggi, nel presente, che lo sfruttamento turistico delle terme è al suo apice. Oggi nell’Isola sono tanti i luoghi di benessere dove curare anima e corpo. In quei luoghi dove i romani si bagnavano e respiravano i vapori delle acque termali, oggi sono sorti moderni centri benessere, alberghi e hotel dove rilassarsi, divertirsi e purificarsi.

Ecco dove trovare le terme in Sardegna

Terme di Sardara

Diversi nuraghe e il tempio a pozzo di Sant’Anastasia dimostrano che queste sorgenti termali sono state frequentate dall’uomo fin dall’età del Bronzo. I romani le trasformarono in un centro termale, già in passato frequentato anche da punici e fenici, e diffusero il culto termale in tutta la Sardegna. Oggi le terme Santa Maria Is Aquas, situate a pochi chilometri da Sardara, sono due moderni stabilimenti con piscine, servizi benessere, cure estetiche, percorsi e itinerari. Le terme di Sardara sono facilmente raggiungibili dalla SS 131 “Carlo Felice”, la principale strada sarda, che le collega ad altri centri, alle spiagge e agli aeroporti.

Terme di Fordongianus

Altra testimonianza della passione dei romani per le acque termali sono senza dubbio le terme di Fordongianus, piccolo centro nella regione del Barigadu non distante da Oristano. Nel complesso, formato da varie piscine e vasche, il frigidarium, il tepidarium e il calidarium, una scalinata e un massiccio edificio, ancora oggi fuoriescono acque a una temperatura di 54/60 gradi. Nella struttura moderna del Grand Hotel Terme vengono offerti tutti i tipici servizi dei centri benessere come idromassaggi, saune, terme, palestre, cure inalatorie, fanghi e percorsi sportivi.

Terme di Benetutti

Nella vallata del Tirso si trovano invece le terme di Benetutti, nella zona del Goceano, provincia di Sassari. Anche in questo caso si deve ai romani l’edificazione delle terme, i cui resti sono ancora in parte visibili. Ma le terme oggi rivivono nel complesso delle Terme Aurora, albergo e centro benessere con numerosi trattamenti per malati o turisti alla ricerca di relax e benessere, dai fanghi e i bagni termali, fino ai massaggi e ai trattamenti estetici di ogni genere. La zona inoltre, tra chiese e domus de janas, è molto interessante anche dal punto di vista culturale e archeologico.

Le fonti di Rinaggiu

Lo stabilimento termale di Tempio al momento non è aperto, ma è comunque possibile accedere alle fonti dell’acqua che proviene dalle sorgenti granitiche di Rinaggiu, Monte Limbara, nella bassa Gallura. Si tratta di acqua fredda, oligominerale, cioè povera di minerali, dalle particolari caratteristiche terapeutiche, che non a caso viene utilizzata per le terapie idroponiche. Nel parco, tra macchia mediterranea, piante aromatiche e alberi centenari, è possibile passare momenti di relax e tranquillità all’aria aperta.

Terme di Casteldoria

Nei pressi di Viddalba, sulle rive del Coghinas – tra Castelsardo e Tempio Pausania – sorgono le terme di Casteldoria. In questa storica fonte termale, con acque che raggiungono i 70 gradi, oggi sorge un moderno centro benessere, interessante soprattutto perché inserito in un paesaggio particolarmente suggestivo. Nelle terme di Casteldoria è possibile soggiornare per trattamenti termali, pacchetti sportivi o rilassanti.

Per gli appassionati di archeologia romana segnaliamo inoltre le terme inattive di San Basilio, provincia di Cagliari, e quelle di Ussana, nei pressi del rio Mannu, scoperte dall’archeologo Giovanni Lilliu nel 1949.